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Ipotesi e opinioni : Come nasciamo? La nostra Associazione (seconda parte)
Inviato da : Admin Lunedý, 25 Settembre 2006 - 19:48
articoli pubblicati prima del 30/04/2007

Dicevamo che dopo il 1592, il vecchio villaggio scomparve nel nulla e, per quanti tentativi si siano fatti per ritrovarlo, si naviga ancora nel buio. Una risposta poteva venire dal Museo Civico Etnografico, dal roboante sottotitolo "Centro di documentazione della Bassa Padovana"....



La sede, in piazza Pighin, è stata per lungo tempo magazzino idraulico, poi sede del Comune, delle scuole elementari e, da circa 26 anni, del Museo Civico Etnografico, della Pinacoteca e della Biblioteca comunale. Di questo stabile la maggior parte degli abitanti del luogo sembra ignorare le funzioni, e starsene, rispettosamente o timorosamente in disparte. A me sembrava essere quasi una fortezza inespugnabile, proprietà assoluta e riservata di una ristretta cerchia di persone, depositaria della storia e della cultura ufficiale del paese. Curiosità ed invidia si sprecavano, sembrava proprio impossibile arrivare al grande direttore del Museo, ma il destino aveva già preparato la chiave per entrare nella fortezza "inaccessibile". Un bel corso per guide museali fu il pretesto per cercare di carpire i preziosi segreti del Museo e scavare a fondo nella storia sconosciuta. Iniziai il corso entusiasta, ma anche se apprendevo notizie nuove e interessanti, restavo sempre più insoddisfatta, e nello stesso tempo, indispettita dall'atteggiamento del direttore. Quello che sentivo raccontare aveva un che d'inverosimile ed incompleto. Mi sembrava di essere sempre sul punto di fare la grande scoperta e poi tutto si risolveva in una bolla di sapone. Quel comportamento ambiguo, a volte enigmatico, non mi piaceva e non piaceva nemmeno al mio compagno anche se di natura è molto più diplomatico della sottoscritta. Completammo il corso con profitto anche se, di 25 iscritti, eravamo rimasti solo noi due disponibili al compito di fare da guida ad eventuali visitatori. La prima volta che ci trovammo ad affrontare il delicato compito di illustrare la "storia" ai visitatori, fu inevitabile l'imbarazzo, il timore di non ricordare esattamente quanto appreso, ma poi ci tuffammo entusiasti nel nuovo impegno. Per la sola carta antica cosiddetta "del Retratto del Gorzon" questo Museo meriterebbe una visita. Essa ha una storia a sé, che racconteremo più avanti. [...] Ma torniamo alla nostra avventura. Dai primi del 1999 all'estate del 2002 passammo ogni fine settimana in quell'edificio, ascoltando nostro malgrado tra l'incredulo e l'annoiato, chiacchiere "da osteria" di qualcuno fin troppo immedesimatosi nella parte di "figurante". Vi passavamo i brevissimi, ma noiosissimi pomeriggi domenicali (il museo, per chi non lo sapesse, apriva e apre tuttora anche al sabato pomeriggio, oltre che alle domeniche pomeriggio dalle 14,30 circa, e chiudeva e chiude tuttora alle 17, i visitatori non erano poi così numerosi, non sarà per questo stranissimo orario?), sollecitando risposte alle nostre curiosità mai soddisfatte, cedendo talvolta alle profferte alcoliche, mentre di tanto in tanto sopraggiungeva qualche visitatore accolto, con nostro serio imbarazzo, piuttosto freddamente, a meno che non fosse conosciuto e recasse qualche presente. Noi cercavamo di rimediare alle probabili brutte figure, per quanto possibile, con il nostro sincero entusiasmo, per lasciare almeno un buon ricordo della visita. Ci rendemmo conto solo in seguito che questi erano tutti segnali di una vigliaccheria nascosta, di una pigrizia, di un modo personalistico, arrogante e dispotico di condurre l'istituzione. Nulla a che vedere con le vaghe promesse che ci erano state fatte durante il corso. Era del tutto evidente che mancava la volontà di promuovere questa Istituzione. Pensiamo (e abbiamo più volte lanciato proposte verbali e scritte in tal senso sia alla Direzione che all'Amministrazione Comunale) che il Museo meriti di più, una migliore pubblicità, una migliore sistemazione logistica, una più razionale sistemazione dei reperti e oggetti museali, un po' di decoro (anche dal punto di vista della semplice pulizia degli ambienti), invece ancora oggi rimane abbandonato a se stesso, vegetando nella bieca indifferenza dei gestori della cosa pubblica, e nelle mani di poche persone, non particolarmente preoccupate del suo sviluppo futuro. Per tacer di quanto è costata e costa alla collettività di Stanghella! Figuratevi che nel periodo di massimo movimento di gente, la Sagra del Carmine, il nostro Museo "chiude per ferie"! Comunque, in compenso, esso dispone di attrezzature atte alla pratica "mangiatoria", essendo spesso teatro di non meglio identificati convivi gastronomici serali. Con quali giustificazioni non è dato sapere, si tratta pur sempre di un edificio pubblico! (anche se dotato di cucina con annessa bombola del gas!!) Tornando alla nostra personale esperienza, la nostra curiosità, a volte sollecitata fino allo spasimo, s'infrangeva regolarmente contro un muro di reticenze, rinvii, mugugni fino a sfociare, in una tragicomica domenica pomeriggio d'agosto, in un'irripetibile sequela d'insulti e d'una virtuale "pedata sui denti" al nostro indirizzo. Scuotendo la polvere dai nostri sandali, non ci rimase altro che andarcene, malinconici ma sollevati e cominciò una stagione esaltante. Era l'estate del 2002.

Flaviana Baccan (continua...) 


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Re: Come nasciamo? La nostra Associazione (seconda parte) (Punti: 1)
da ziggoos 27 Ago 2013 - 08:01
(Info utente | Invia il messaggio)
A history of drug or alcohol dependency will disqualify a person from joining any armed forces. Government agencies that require a security clearance may reject candidates with histories of drug use or gambling problems. Thanks. Regards, online editing


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