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Arte : ROBA DA PRETI: diario delle riprese (parte prima)
Inviato da : Admin Sabato, 13 Ottobre 2007 - 14:18
News

Vi raccontiamo, giorno per giorno, le "avventure" occorse nella realizzazione del film sulla storia della chiesa parrocchiale di Santa Caterina V.M. a Stanghella.

AGGIORNAMENTO AL 15 OTTOBRE 2007 





<u>Venerdì 13 luglio</u>

Si sono concluse le prove relative alle prime scene. Regista ed operatore sono soddisfatti, gli attori si sono dimostrati all’altezza anche se Ettore ha qualche perplessità relativa al fatto che la compagnia è abituata a recitare su un palcoscenico e quindi ad alzare la voce. Staremo a vedere, io ho fiducia in Carlo e C. subito dopo scoppia la bomba. “D’accordo, tutto bene, cominciamo domenica.” Attimi di panico puro! Mi manca il vestito di don Francesco, sarà pronto per fine mese, sempre che la sarta sia di parola; e poi le talari degli altri tre. L’unico che potrebbe figurare è don Marcantonio che potrà usare i paramenti dell’archivio parrocchiale e il sacrestano. Penso velocemente a tutto il materiale che mi serve e mi verrebbe da imprecare all’indirizzo di qualcuno. Per fortuna che io dovevo solo essere la sceneggiatrice!

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<u>Sabato 14 luglio </u>

Giornata convulsa, siamo alla vigilia del primo ciak. Ho riveduto per l’ennesima volta la sceneggiatura, ma non sono ancora convinta che vada bene. Ho fifa.

<u>Domenica 15 luglio</u>

E così le fatidiche parole “Ciak. Si gira!” sono state pronunciate. Location il presbiterio con Mario nei panni del sacrestano. Ho avuto modo di vedere come lavora Ettore, i tempi di ripresa, l’organizzazione del dietro le quinte. Il nostro film è “Roba da preti”, ma quello che ci sta succedendo è …”Roba da matti!” tra Ettore e Tiziano non so più a chi dare ascolto. Devo essere in quattro posti contemporaneamente. Controllare il vestito di Mario, fotografare la scena per la prossima volta, suggerire le battute, cercare lo spegni candele, le candele, i paramenti. Seguire il regista, sistemare i cavi e tutto quanto ti viene richiesto. Da non dimenticare che da oggi in avanti dovrò provvedere anche ai beveraggi. La cronaca del nostro primo ciak. Avevo pensato ad un sacrestano giovane, pescando tra le mie conoscenze del paese, ma per varie ragioni ho dovuto scartare tutti i pretendenti. Poi come al solito l’impareggiabile Carlo mi propone un suo amico e ancora una volta non sono stata delusa. Mario è veramente bravo, ha una mimica molto espressiva e si può affermare che si è calato totalmente nel suo personaggio. Se è vero che chi ben comincia…staremo a vedere. Oggi ha fatto la sua comparsa un aggeggio diabolico, il “crane”…, una specie di gru che Tiziano ha montato nel presbiterio e ci ha consentito di riprendere dall’alto Mario mentre spegne le candele. Notevole la sequenza in cui scocca un’occhiata a San Paolo e la statua sembra restituirgli lo sguardo. Vedremo come apparirà nel film.

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<u>Domenica 22 luglio</u>

Oggi tocca alla soffitta ovvero alla seconda scena. Comincio a prendere un po’ di confidenza con i meccanismi delle riprese. Ho solo un po’ di paura per il periodo in cui staremo in soffitta. Il pavimento non è poi tanto solido. Le travi sono talmente sottili che dubito riescano a sostenere il peso di tutti noi. Tra un’asse e l’altra ci sono di quelle fessure che puoi guardare la stanza di sotto e, in un angolo sembra che i topi siano andati a nozze. Potrebbe funzionare come trabocchetto. Sono passata dalla sarta per il costume di don Francesco e attendo che arrivi il tricorno. Litigato per l’ennesima volta con Tiziano sulla forma del cappello e sulla lunghezza delle scene. Alla fine la spunterò io come al solito, ma intanto! Vorrei anche capire chi è che mi nasconde lo spegni candele. Ho dovuto girare tre volte per la chiesa a cercarlo. Non capisco cosa ci facesse vicino al battistero, quando il suo posto è davanti alla porta della sacrestia. Il pomeriggio è passato in un attimo con tutti i partecipanti impegnati in vari lavori. Mi sembra di essere una trottola! Dovrei trovarmi contemporaneamente in più posti. Tutti hanno bisogno di me, tanto che mi viene da chiedere chi sia il regista. Io alla fin fine sono solo quella che ha scritto ‘sta storia pazzesca.foto20

<u>Sabato 29 luglio</u>

Il costume di don Francesco con tricorno è pronto. Finalmente possiamo girare la meravigliosa scena della soffitta. Confesso che non sono poi tanto entusiasta di tornare lassù. Ho paura che qualcuno si faccia male, che la luce non sia sufficiente, che insomma succeda un inconveniente qualsiasi che mandi all’aria tutto il nostro lavoro. Sono fiduciosa, vista la buona causa per cui lavoriamo, che la nostra Patrona, santa Caterina ci aiuti e ci porti tranquillamente alla conclusione. Domani dunque c’è la terza scena con don Francesco e don Pietro. Già, don Pietro! L’interprete, Giovanni è un ragazzo di 24 anni e non parla troppo bene il dialetto. Sua madre è marchigiana, il papà padovano e lui studia a Firenze. Tiziano pretende che parli veneziano, visto che don Pietro viene da Venezia. Carlo mi ha rassicurata che avrà una cadenza perfetta, ma finché non lo sento non mi pronuncio.

<u>Domenica 30 luglio</u>

Ed eccoci al gran giorno! Carlo si è procurato anche una parrucca e, vederlo nei panni di don Francesco, è stato sconvolgente. Già in settimana mi aveva scritto di prepararmi un lenzuolo, non certo per asciugarmi le lacrime di pianto, bensì di allegria. Cosa che si è verificata puntualmente. Sono riuscita a convincere il mio ottico di fiducia a prestarmi un paio di occhiali quasi del tempo del personaggio e il risultato è più che soddisfacente. Don Francesco Vagente da Este è tornato per noi. Vedremo cosa avrà da raccontarci. Giovanni, don Pietro de Rossi da Venezia, è stato una vera rivelazione. Parla veramente in veneziano e dentro il suo vestito da parroco che deve confessare, è veramente credibile. Certo fanno un bel contrasto i due. Francesco tutto serio e un po’ imbronciato, Pietro con la sua cotta svolazzante e la stola un po’ storta, con la sua faccia da ragazzino, sembra veramente un “pretino appena uscito dal seminario”, come recita una tagliente battuta di Don Francesco. Piccola curiosità sul suo conto: dai libri della parrocchia risulta che non aveva più di 29 anni quando è arrivato a Stanghella e vi è rimasto per ben 51 anni! Quando quest’avventura sarà finita, mi riprometto di fare delle indagini sul suo conto per capire com’è stato possibile che una persona sia stata dimenticata in una piccola parrocchia di campagna e che la stessa non abbia mai tentato di andarsene.

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<u>Lunedì 31 luglio </u>

E anche la bellissima scena è andata! Confesso che in certi momenti avevo il pelo d’oca dall’emozione e se anche qualche battuta non è stata ripetuta come l’ho scritta, non me ne sono accorta. Mi sembrava tutto perfetto e incredibile. Il sogno che si avvera! Che prende forma e ci prende tutti in ugual maniera. Sembra che sia santa Caterina in persona che ci ha preso per mano e ci porti dove vuole. Già, dimenticavo di dire che fino a quindici giorni fa, il registra sembrava dovesse essere Tiziano, invece Ettore ha cambiato idea e ci sta guidando in maniera impareggiabile. Nessuna lamentela sul suo conto, nessun mugugno quando dà indicazioni su come vuole realizzare una scena. C’è da dire a suo merito che ha sempre avanzato le sue richieste in maniera pacata e gentile e ha dato prova di grande serietà venendo a girare anche se è reduce da un intervento chirurgico.foto7

<u>Domenica 5 agosto</u>

Questo mese sarà problematico girare le scene in sequenza perché a turno andremo tutti in ferie. Oggi per esempio manca don Francesco e quindi dobbiamo rimandare la scena della sacrestia. Toccherà a don Marcantonio e a Stefano. E allora, vai Flavy!, cerca la pianeta, la tunica e tutti gli accessori per far diventare un padre di famiglia, un sacerdote di ritorno da una funzione. Meno male che ad assisterci nella vestizione c’era padre Ciro, uno degli assistenti di don Silvano e, se non lo sapeva lui come s’indossano i paramenti…in ogni caso Andrea, don Marcantonio Menin, parroco del 1834, fa la sua figura e la sua recitazione è tutto un programma. Anche Stefano, il chierico, sa il fatto suo. Curiosità anche sul suo conto: è stato il capo chierichetto fino a due anni fa e come sa far dondolare il turibolo e spandere l’incenso lui, non ce ne sono altri. Mi fa morire….

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<u>Domenica 12 agosto</u>

Il sacrestano ha finito il suo compito ed è stato tutto molto bello. Fuori uno. Sembrava una scena abbastanza semplice invece ci ha portato via quasi tutto il pomeriggio. Pazienza, anche questo serve. Domani dovrò cominciare a rivoluzionare il calendario dei lavori perché don Pietro se ne vola in Kenia e per un mese ciao ciao.

<u>Lunedì 10 settembre </u>

E’ passato quasi un mese e quattro domeniche di ferie forzate. Una volta perché mancava il regista, un’altra volta l’operatore. Poi le mie ferie, ieri il crane da riparare.... Sembra che qualcosa non funzioni più a dovere. Santa Caterina ti sei distratta? Speriamo bene. Intanto c’è un’altra novità. Per le prossime due volte, causa vari impegni, gireremo di sabato. Speriamo bene!

<u>Sabato 15 settembre</u>

Don Pietro è tornato dal Kenia, ma non so quanto più abbronzato di quando è partito. Speriamo bene. Oggi comunque non è di scena e, quindi, dopo l’ulteriore aggiustamento del calendario, gireremo una scena dove non è richiesta la sua presenza. Sarà l’esordio di don Gaetano del Zotto, al secolo Francesco. Prima però tocca a Stefano ed alla sua incomparabile performance del turibolo. Bella al punto che ho dimenticato persino di scrivere il tempo della scena. Pazienza, roba che capita. Poi è stata la volta di don Francesco, don Gaetano e Stefano. Come dire presbiterio 2 ovvero “come ti acciacco un prete”. A metà della scena, il regista prende a bisbigliare qualcosa che ha a che vedere con una mosca. Non capisco, se non quando Francesco dà una manata pazzesca sulla spalla di Marcantonio. Un’incauta mosca ha avuto l’ardire di svolazzare tra i tre personaggi, con il brillante risultato di venire spiaccicata dalle mani “sante” di don Francesco. Potenza presbiterale! Poi quando ormai non ci speravo più, siamo riusciti a girare anche il vivace scambio di battute tra don Gaetano e Marcantonio davanti all’altare del Crocifisso. Curiosità : tutti pensavano che don Gaetano riuscisse ad infilarsi in una delle vesti fornite dalla premiata ditta Masiero e C. speranza vana! Il nostro pretone continuava a farmi gli occhiacci e a brontolare: “Ma quando me gheto ciapà le misure?” traduzione: qualsiasi veste provasse, c’era sempre una fetta di panza che non entrava. Finalmente Stefano ha tentato il tutto per tutto e gli ha fatto provare la sua. Miracolo! Gli andava bene e così il film, ancora una volta è salvo. Ultima cosa: la veste su cui ha ripiegato Stefano è molto più fedele a quanto ho scritto di lui. E’ abbastanza corta da lasciargli scoperte le calze. Eh, eh!

 

<u>Sabato 22 settembre</u>


Finalmente dopo un mese abbiamo tutti i protagonisti della storia. C'è un po' di contestazione per quanto riguarda l'ordine delle scene girate e da girare. Effettivamente hanno ragione, ma non dipende solo da me. Comunque ho promesso che da questa volta andremo avanti in maniera ordinata. Intanto abbiamo completato la prima parte del presbiterio. Con Giovanni - Pietro che si spruzzava l'acqua sul viso per far vedere quant'era commosso. Poi siamo passati al crocifisso per concludere la scena con i nostri eroi che tentano di raggiungere la canonica per farsi un goccetto de quel bon. Potevamo fare di più, ma ogni tanto qualche intoppo non guasta. Curiosità: durante la ripresa della scena davanti al Crocifisso, abbiamo dovuto allontanare a forza una signora anziana che continuava a chiedere perchè i sacerdoti non confessavano. L'equivoco è presto spiegato. C'erano quattro persone che sembravano religiosi, uno addirittura con la stola violacea (Don Pietro), più interessati al Crocifisso che non a svolgere le loro "funzioni". La domanda ripetuta a tutto il cast era "Ma i preti non confessano? Ma i preti dove confessano? E quando?" Conclusione si è seduta proprio al centro della scena e quando l'ho allontanata, quasi si sentiva offesa. Ultima vicissitudine: uscendo il nostro regista ha preso in pieno, in retromarcia, la porta d'entrata. Commento: Stoop! Chiapata nelle chiape la porta. Roba da mati, sempre di pìù...


<u>Domenica 30 settembre</u>


Visto che i nostri eroi sono riusciti a guadagnare un pezzetto di sagrato adesso tenteranno di "invadere" la canonica. Non so quanto entusiasta sia il nostro don, ma bisogna fare di necessità virtù...E sembrava facile, ma il nostro regista è un tipo tosto e così vai!, sposta la recinzione del mini cantiere, occupa la saletta d'ingresso, invadi persino il bagno. Già il bagno, la sua unica colpa è quella di essere esattamente sopra la porta d'ingresso e sai che bene vengono le riprese dall'alto?! A fine riprese, mi sembrava di non avere fatto molto. Certo il film procede, ma non abbastanza in fretta. Commenti spiccioli: Marina sa far volare i fogli con eleganza, Stefano potrebbe avere un radioso futuro di intercettatore di fanciulle e Tiziano di distruttore d'aiuole altrui. Per girare la scena d'entrata siamo finiti tutti dentro l'aiuole di rose, meno male che non ci siamo punti. Ultima verso la conclusione della presente sessione, don Silvano ha rischiato una performance da guest star. Stavamo tranquillamente riprendendo, con il professore che sciorinava le sue battute a nastro, quando al commento "Don Silvano non mi aveva detto di attendere visite...", quasi evocato dal suo nome, il nostro don fa la sua comparsa in scena e con molta naturalezza si gira verso l'attore e dice " a dire il vero, io aspettavo visite..." Sganassata generale e ripetizione della scena. Mi dispiace che Marina non abbia avuto modo di recitare ulteriormente, sarà per la prossima.



<u>Domenica 07 ottobre</u>


Bellissima giornata! Da martedì avevamo messo i nostri bravi cartelli e nastri per avere il sagrato libero e che ti succede? Festa dell'Avis con tanto di bandiere, bandierine e stendardi. Impossibile fare la nostra ultima scena in esterno. Potremo ripiegare sulla sacrestia.... Alle 10 e 45 il telefonino mi segnala un messaggio. Andrea ( don Marcantonio) ha la febbre e quindi lo lasciamo riposare. Quasi quasi tiro un sospiro di sollievo alla faccia dell'Avis. Domenica chissà....




<u>Domenica 14 ottobre</u>


Considerate le vicissitudini di domenica scorsa, Andrea fuori uso e niente Gigi, oggi continueremo la canonica. Sempre confidando nella disponibilità di don Silvano. A Stroppare c'è la festa della patata merica e i nostri preti (quelli veri) sono invitati a pranzo. Speriamo tornino in tempo. Possibile però che io debba sempre essere in affanno? Verso le 14 mi chiama Andrea, incrocio tutte le dita a disposizione. Francesco (don Gaetano) è rimasto un attimo indietro con il calendario e voleva marcare visita. Ore 14,15 davanti alla chiesa. Il sagrato è sgombro da qualsiasi tipo di veicolo, ma allora lo fanno per dispetto!!! In compenso non c'è nessuno degli attori. Che abbiano deciso di tirarmi un bidone? E Francesco arriverà? Verso le 15 ci siamo tutti, ma qua la puntualità lascia un po' a desiderare. Siamo un po' stanchi tutti, ma ormai siamo agli sgoccioli e dobbiamo finire. Finalmente si comincia, ma cavolo!, ne abbiamo avuto fino alle 19 e 30! A casa mi ammazzeranno. Pazienza! In compenso domenica si riposa. Andrea (Marcantonio) ha un impegno e lo stesso dicasi del suo fedele chierico. Speriamo che al 28 si possa concludere l'invasione della canonica e fare quella benedetta ultima scena in esterno.


 


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