 |
Non si capisce perché molti paesi della Bassa Padovana si facciano un punto d'onore d'essere stati attraversati dall'Adige. Primo fra tutti Este. Per suffragare la loro ipotesi si arrampicano su tutti gli specchi che trovano e anche studiosi molto seri si lasciano prendere la mano dalla fantasia e dalla suggestione di una favola.
Sappiamo che la nostra pianura era occupata dal mare fino al quaternario, epoca di probabile formazione dei colli Euganei. Possibile che un complesso così articolato ed esteso non abbia avuto nessuna influenza? Si parla tanto dei fiumi più importanti, ma si dimentica che altri avevano la stessa importanza. Prova ne sia l'attuale Gorzone, già Fossa Lovara, sulle cui rive è stato ritrovato un villaggio eneolitico. Allora se lì scorreva l'Adige, la Fossa Lovara dov'era? E' possibile che un fiume possa nascere in mezzo alla campagna e dopo qualche decina di chilometri, finire in mezzo ai campi? Come fa a resistere? Inoltre se è vero che aveva anche due affluenti, attualmente interrati, questi da dove venivano? Per molto tempo si è creduto fossero diversivi dell'Adige, ma nessuno ha mai controllato quanto vecchi fossero, se erano naturali, si allungano dentro l'alveo dell'Adige, ma non si sa dove finiscano. Tornando alla Fossa Lovara, se si studiano i suoi paleoalvei si può farla risalire alla Fratta e da questa al Guà e più oltre all'Agno. Fratta, Frassine e Guà sono i tre principali corsi d'acqua da sempre presenti nel territorio e ricalcano il corso che avrebbe dovuto essere del mitico Athesis. La Fratta o Rabiosa scende da Legnago verso Minerbe, Bevilacqua, San Salvaro e poi verso Castelbaldo con ampia curva risale verso Vighizzolo. Da Montagnana a Este, scorre il Frassine, diretto prolungamento del Guà, ovvero Agno. Il terzo ramo dell'Adige scendeva verso Sant'Elena e Monselice, ma da quelle parti c'era la Fossa Lovara. Come lo spieghiamo? Non era il solo legante tra mare e terra nella Venetia. Esso stesso anzi con un suo ramo settentrionale (Castiglioni 1977-1978) andava ad unire le sue acque con quelle dell'Adige, del Togisonus, del Retrone/Bacchiglione e di un ramo del Medoacus/Brenta nei pressi di Brundulum. L'Atesis che univa Verona al mare, doveva dividersi in due rami (Zaffanella 1979) poco a sud di Albaredo d'Adige e proseguire con il braccio destro circa lungo la direttrice attuale per Legnago, Villa Bartolomea fin presso la zona di Cavanella. L'altro ramo (di sx forse il maggiore) doveva portarsi a Minerbe, Bevilacqua, Montagnana, Este e di qui, forse con Solesino, Tribano, Bagnoli, Agna, Cona, Pegolotte, Civè, a sx per Monselice, Conselve, Arre, Candiana, Villa del Bosco, Conca d'Albero. (ma non è il percorso del Frassine-Fratta-Gorzone?) Questo dunque l'ipotetico corso dell'Adige in età remota. Stando a quanto riportato dalla Bianchin nella prefazione alla mostra "Lungo l'Adige Ridente"; tenutasi al Museo Archeologico Nazionale di Este dal 21 febbraio 1998 al 21 febbraio 1999, la pianura basso padovana sarebbe stata formata interamente dai detriti dell'Adige e del Po. Viene spontaneo chiedersi: - cosa c'entrino i Colli. Erano tutti vulcani? E la loro lava dove finiva?
- Partiamo da lontano, Badia Polesine è più alta di Legnago che a sua volta è più alto di Montagnana. Montagnana e Este sono più basse di Monselice, come poteva un fiume scorrere in salita?
- Si sa che in natura non c'è nulla di perfettamente regolare, la strada statale n. 10 che va da Montagnana ad Este è un rettilineo ed è più alta del terreno circostante. E' possibile che vi scorresse l'Adige?
- D'accordo che in tempi antichi i fiumi non avevano argini e venivano lasciati "scorrazzare" a loro piacimento per la campagna, ma i romani non erano famosi anche per la loro capacità di bonificare i terreni e deviare corsi d'acqua? Vedi un po' la cascata delle Marmore.
- Un "certo" corso d'acqua era presente fin dall'antichità, dalla preistoria, prova ne è il ritrovamento sulle sue sponde di una stazione eneolitica, la più grande del Veneto, riconducibile alla cultura di Remedello. Questo insediamento non aveva nulla in comune con quelli coevi di Este e dei Colli, possibile che fosse in contatto con la Lessinia e cioè Adige?
- Rifacendoci al punto precedente se la Fossa Lovara era un ramo secondario delll'Adige, l'Adige non poteva scorrere lontano da dove si trova adesso. Nel 589 il diluvio raccontato da Paolo Diacono dovrebbe avere sconvolto profondamente il territorio, ma allora la nostra Fossa, la Fratta e il Frassine dov'erano?
- A Este non ci sono paleoalvei, ma sul supposto percorso dell'Adige, quello che scende verso Calcatonega, Villa Estense, Sant'Elena, c'è un capitello detto della Lovara, come si spiega?
- Delle varie rotte dell'Adige si sa che hanno avuto effetti deleteri a monte e solo in qualche caso a valle, rotta del Castagnaro e della Malopera, ma nessuno sembra ricordare che la Fratta nel 1546 allagò il territorio atestino, come ricordato dalla lapide che si può lettere sul muro del Municipio di Montagnana, e nel 1901 il Guà non venne deviato dal suo corso dopo un'altra spaventosa alluvione?
...continua... Flaviana Baccan
|