Menu principale

On-line

Abbiamo
1 ospite e
0 utenti online

Sei un utente non registrato. Puoi fare il login qui o puoi registrarti cliccando qui.



Login utente
Utente
Password
* Codice di Sicurezza:

Ricordami

Non sei ancora registrato? Puoi farlo adesso!. Come utente registrato avrai diversi vantaggi come la gestione dei temi grafici, la possibilitÓ di inviare notizie e commenti.


Siti amici:
Il sito, in dialetto della Bassa Padovana, dell'amico Mestro Il sito del nostro locale preferito

Cerca con Google
Google

Storia : Aspettando il film... la storia della parrocchia di Stanghella (terza parte)
Inviato da : Admin Mercoledý, 13 Agosto 2008 - 14:14
Articoli pubblicati dopo l'8 maggio 2007

Leggendo la documentazione raccolta dal Centanini, non si può fare a meno di porre l'accento su un passaggio della stessa: (continua)...



 "...Agli stessi Conti Pisani poi, ai loro eredi e successori riservò e riserva il giuspatronato e il diritto di presentare per la detta chiesa, quanto essa rendasi vacante, una persona idonea da istituirsi poi dal Vescovo di Padova o dal suo Vicario Gen., fatta prima obbligazione su tutti e singoli gli oneri di cui sopra, siccome consta dagli atti di me  Notaio in data 29 agosto 1592."

Si tratta di due concessioni distinte :

  • Juspatronato era un diritto concesso su un altare di una chiesa ad una famiglia Tecnicamente era il diritto di proteggere nel senso di mantenere e difatti veniva concesso a chi si faceva carico di dotare l'altare stesso, cioè donargli soldi e beni immobili dal quale l'altare traeva rendite. In genere lo juspatronato era associato allo
  • Jus presentandi. cioè il diritto da parte della famiglia di presentare il sacerdote o il chierico adatto ad essere investito cioè a possedere il beneficio. In genere lo jus presentandi necessitava di approvazione del vescovo o della comunità. Giuspatronato popolare.

Il giuspatronato aveva spesso la funzione di creare redditi certi ai preti che non appartenevano ad un ordine e creava un dominio laico sul parroco o sul Rector, spesso divenne un'affermazione di comunità nascenti o crescenti ed il suo sostituirsi ai nobili nel creare o ereditare il diritto di nomina ed il dovere di mantenere i sacerdoti.

Il prof. Frangipane in un suo studio:  http://www.bassafriulana.org/cultura/ass-culturali/ad_undecimum/annuari/annuario90/frangipane.pdf  (Cenni sul giuspatronato Frangipane a Porpetto (Udine) afferma (fonte: Wikipedia):

il giuspatronato ebbe origine già nell'alto medioevo come manifestazione della gratitudine della Chiesa verso i suoi benefattori e l'elemento caratteristico che peraltro mancava nei primi tempi, è quello della presentazione, il diritto cioè di una o più persone, di presentare un sacerdote all'autorità affinché questa, con la "INSTITUTIO", lo nomini all'ufficio.

Nel nostro caso la famiglia Pisani ottiene non il giuspatronato di un altare, ma dell'intera chiesa oltre al diritto di scegliere il presbitero più idoneo al bisogno, fatta salva la conferma da parte del Vescovo. In ultima analisi, è sempre il Vescovo a decidere.

A Stanghella i parroci vengono nominati e confermati fino al 1878. Con la morte di don Menin e l'estinzione della famiglia Pisani di Santo Stefano, cessa ogni diritto dei nobili sulla chiesa del paese, anche se a  Vescovana, c'era ancora un Pisani vivente.

Allorché infatti si trattò della presentazione del succes­sore del Menin, la Curia Vescovile di Padova invitò il Co. Almorò III Gian Giuseppe Pisani ad esercitare il suo diritto, ma il Pisani da Vescovana, in data 17 maggio 1878,  declinava l'invito per le ragioni contenute nella seguente lettera.

 " E' pervenuta al ricevente sottoscritto la lettera di Cot. Rev. Curia Vescovile, 26 aprile 1878 N. 169, colla quale viene invitato, quale jus patrono del vacante Beneficio Parrocchiale di  S. Caterina di Stanghella, a nominare quello dei due Sacerdoti, concorrenti a detto Beneficio indicati nell'unita tabella, che meglio giudicherà nel Si­gnore. Il sottoscritto ricorda benissimo che il di lui cugino Co. Almorò III Francesco Pisani del fu Alvise, defunto senza prole nel 1861 in Venezia, ha ultimamente esercitato quel diritto di giuspatronato, ma non avendo egli raccolto le rappresentanze ereditarie del defun­to, che passarono tutte alla vedova Contessa Maddalena Michiel fu Nicolo e poi eredi di quest'ultima Co. Luigi Michiel fu Carlo, Giuseppe e Tomaso Michiel fu Domenico, e Co. Vincenzo Gambara fu Carlo Antonio, non può arrogarsi un diritto che spetta agli eredi. Crede pertanto suo dovere il sottoscritto di ritornare alla R. Curia Vescovile la Tabella accompagnata coll'ossequiata lettera 26 aprile 1878, perché essa. provegga alla nomina al Beneficio vacante nel modo che crede di suo diritto, indipendentemente da ogni di lui ingerenza. Coglie l'occasione di protestarsi con tutta riverenza. Dev. obblig. Servitore Conte Almorò III Pisani "

Torniamo alla nostra storia.

Nel 1594 nei possedimenti Pisani vivevano all'incirca 600 persone sparpagliate nella campagna. Dove adesso c'è il Centro Parrocchiale si trovavano alcuni casali e dei campi  compresi nel Beneficio della chiesa. Sempre in questa zona c'era un terreno non coltivato che, per una qualche ragione, è stato scelto per costruire una chiesa. Sia come sia, il terreno scelto è un terreno torboso, quindi molto instabile.

Come abbiamo visto il Pisani chiede di costruire la chiesa perché certo che "...si per lo incomodo che ricevono quegli abitanti dalla lontananza di chiese, come per le strade pessime che il più dell'anno fanno, quali causano che la maggior parte di quel popolo non vanno alli Santi Uffici, oltre l'incomodo e gravezza che ricevono da un passo posto ad uno degli doi canali che attraversa essi nostri luoghi," e ancora ...  "tal comodità farà il luogo più abitabile, provandosi ora grandissima penuria di trovare abitatori per incomodità della Chiesa; e tanto più di ciò ardentemente..."

Se controlliamo sulla carta topografica vediamo che Stanghella è sparpagliata lungo due direttrici: quelle dei suoi corsi d'acqua. A nord del paese quello che adesso è conosciuto come Gorzon e, a sud, quello di cui rimane una strada. Via Canaletta dal "Oratorio" sulla strada di Vescovana al passaggio a livello e poi via Santa Caterina e, oltre piazzetta Matteotti, fino al ponte dell'autostrada.

La chiesa doveva dunque servire da punto di aggregazione, essere il cuore del nuovo insediamento, ma non è stato così. Fino ai primi anni dello scorso secolo, limitandoci alla piazza e come si vede da vecchie foto, attorno alla chiesa c'erano solo l'asilo, il centro parrocchiale, villa Manfredini  e poche altre case. Visto che la maggior parte delle famiglie si localizzava e si localizza ancora lungo il fiume, non si vede quali benefici abbia portato la costruzione della chiesa nel luogo dove si trova tuttora.

Comunque nel 1594 Stanghella ha finalmente una chiesa e, naturalmente, è necessario un parroco. Il  primo fu D. Antonio Malacarne presentato l'11 gennaio 1594 dal Patrono Pisani; istituito il 15 febbraio 1594 rimase nel nostro paese fino al 1602 quando passò al Beneficio di Mardimago. Ben strano destino quello della nostra parrocchia! Dopo il Malacarne, era stato accettato D. Gio.Batta Cordi, forse rinunciatario. E' quindi la volta di D. Rinaldo Fortis, presentato il 12 luglio, canonicamente istituito il 22, morì il 16 gennaio 1614. E' il turno di un altro rinunciatario D. Marc'Antonio Pinardi che rimase solo per 10 mesi. (11/02-10/12/1614). Forse c'è una breve reggenza di un parroco di Adria, D. Antonio Milani (non risulta che sia stato nominato parroco) A questo punto la sequenza s'interrompe e la vacanza è supplita provvisoriamente dal   R. D. Antonio Berti da Conselve. (vacanza  che dura circa 16 anni)

Nel 1619 c'è dunque la prima visita pastorale dai risultati non troppo esaltanti, ma preziosa per le notizie che possiamo ricavare.

La chiesa è a pianta rettangolare, orientata come l'attuale da nord a sud, con tre altari ed un campanile che, causa terreno e peso delle campane, pende pericolosamente a destra o meglio in direzione Nord-Est guardando la chiesa di fronte. Mancano i vetri alle finestre, gli altari hanno le pedane di legno consumate, scarseggiano le suppellettili. Infatti nella relazione vescovile figura una nicchia posta sulla parete settentrionale della Cappella dell'Altar Maggiore dove sono conservati gli oli santi. Il Tabernacolo è in legno dorato, c'è una pisside dal piede argentato e il calice dorato, manca la pisside piccola per la comunione agli infermi, Il Battistero è in fondo alla chiesa a sinistra della porta maggiore, manca la divisione della vasca e il velo, c'è un sacrario rovinato su una parete, con una pietra nera con un anello di ferro infisso nel mezzo. La  chiesa e gli altari non sono consacrati. La chiesa è mantenuta dalle elemosine dei fedeli, anche se è stata costruita dai Patroni. La sacrestia è dietro l'altar maggiore e anche questa è carente di varie cose. C'è un confessionale e, il cimitero è senza recinzione.  Vivono in parrocchia circa 300 anime da comunione e non si sa se ce ne siano altre. La dottrina cristiana non viene insegnata, pertanto si dispone che si insegni se non altro durante la predica nei giorni festivi. Non ci sono inconfessi, né si registrano scandali, non c'è nessuno che tenga aggiornati i libri parrocchiali. Don Berti  abita in una casetta vicino alla chiesa con madre e sorella. Non ha diritto di beneficio perché già intestatario di tre campi in quel di Conselve. ( i Pisani si erano impegnati a costruire anche la canonica) e quindi non è dato sapere se la Canonica fosse stata costruita.

Il 3 febbraio 1631 leggiamo  che  il Par­roco  Sandri D. Sebastiano.(Sconosciuta la sua nomina) è morto da pochi giorni . Gli succede

Manfredini D. Paolo. Non si sa per quanti anni il Manfredini abbia retto 1a  Parrocchia. Il 15 febbraio 1642 l'Ar­ciprete Vic. For. di Tribano notificava al Vescovo di Padova che la sera del 5 febbraio 1642, alle ore 11 pom. moriva il Parroco di Stanghella. Successe

Bonaguro D. Francesco. Però sembra che il Bonaguro non si sia qui fermato perché appariscono successivamente  presentati

 D. Giuseppe Graziani e D. Francesco Ramponi: ma non furono approvati. Fu infine presentato e, nominato Parroco il 3 Dicembre 1642 certo:

Mantovani D. Bartolomeo.  Il Mantovani nel 1652 si rese assente. Fatte le  tre regolari citazioni alla porta della chiesa di Stanghella e della Cattedrale di Padova con esito negativo, il Mantovani cadde nella pena della privazione del Beneficio ed in suo luogo fu nominato Scola D. Basilio il 19 giugno 1653. Lo Scola per varie mancanze nel suo ministero fu costretto a rinunciare il 31 luglio 1657 .


Aspettando il film... la storia della parrocchia di Stanghella (terza parte) | Login/crea un profilo | 0 Commenti
I commenti sono di proprietÓ dei legittimi autori, che ne sono anche responsabili.

This theme compliments of Autothemes.com
Un altro progetto MAX s.o.s.
Crediti Powered by MDPro