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Storia : Aspettando il film... la storia della Parrocchia di Stanghella (quarta parte)
Inviato da : Admin Lunedý, 25 Agosto 2008 - 13:08
Articoli pubblicati dopo l'8 maggio 2007 Dopo le rinunce e le nomine non accettate,  a distanza di 10 mesi dalla morte di don Paolo Manfredini, Stanghella ha un nuovo parroco... (continua)

Dopo le rinunce e le nomine non accettate,  a distanza di 10 mesi dalla morte di don Paolo Manfredini, Stanghella ha un nuovo parroco. Si tratta di don Bartolomeo Mantovano, nominato dai Pisani e confermato dal Vescovo. Il nuovo parroco arrivò ai primi del 1643 e non trovò certo una situazione soddisfacente. Dopo quasi un anno senza un rettore, la parrocchia si presentava assai carente e non ancora pronta per una nuova visita pastorale.  Infatti il  24 ottobre del 1645, a 26 anni dalla precedente visita e, dopo quasi 52 dalla fondazione della parrocchia, ci fu la nuova visita. Ad ascoltare certi pseudostorici,  ci si aspetterebbe di trovare un piccolo centro fiorente, con un notevole aumento della popolazione, invece... Niente di tutto questo!

A dire il vero, se confrontiamo i dati delle due visite parrocchiali (1619-1645), notiamo un incremento della popolazione che però non si sa se sia dovuto ad una efficace immigrazione o ad una maggior accuratezza nel tenere i libri parrocchiali. Purtroppo la serie non è completa per nessuna categoria. Infatti quelle dei battezzati e dei matrimoni  iniziano nel 1645, con almeno 3 anni di perdita, e quella dei morti nel 1657(15 anni di vuoto). Dalle  300 anime di comunione del 1619 si passa alle 440 del 1645, mentre i residenti assommano a 770. Visto che nella precedente visita si era fatta una stima approssimativa della popolazione, l'incremento che possiamo tenere in considerazione è di 140 unità, come dire che ogni anno si trasferivano a Stanghella 4 persone. Non si può dire che l'arrivo dei Pisani sia stato un successo!

Vediamo se almeno la visita pastorale ci può fornire qualche notizia più confortante.

29 novembre 1645

Il vescovo di questo periodo è Giorgio Corner.

Come al solito la visita inizia con la solenne entrata in chiesa, preghiera ed adorazione del Santissimo, benedizione al popolo ed inizio dell'ispezione. Il Santissimo Sacramento è sull'altar maggiore dentro un Tabernacolo di legno dorato, ma nella pisside non c'è nessuna particola ben tenuta. Invita a provvedere la pisside stessa del suo conopeo, ovvero coperchio con velo di seta bianca. Manca la chiave della porticina sotto il tabernacolo che deve essere dorata.

Il fonte battesimale è di marmo, diviso in due e ben tenuto, ma gli manca il coperchio che dovrà essere di colore ceruleo. Manca la cassettina degli oli santi. C'è il cancello con chiave e lucchetto. Gli oli santi sono custoditi in vasetti d'argento in una nicchia dell'altare maggiore, dal lato del Vangelo, ad altezza d'uomo.

L'altar maggiore è in legno e ha la pietra sacra rotta. Si provveda a metterla in regola entro quattro mesi con la mensa in marmo.

Si sono formate le Confraternite e la più importante è quella del Santissimo. I suoi iscritti uomini e donne provvedono l'altare di lampade, cere, olio ecc. sostenendolo con elemosine. (Ricordo che i Pisani si erano impegnati a provvedere la chiesa di tutto quanto avesse avuto bisogno!). Si fa la processione ogni terza domenica del mese e si celebra la Messa nei giorni festivi.

L'Altare del Santissimo Rosario ha una bellissima immagine della Vergine ( non ci è dato sapere se statua o dipinto), ma la mensa è in legno e la pietra sacra non è a norma. Il parroco deve provvedere entro quattro mesi e cambiare la mensa in legno in una in marmo.

Anche questo altare è sostenuto dalle elemosine di una confraternita con i suoi massari che rendono conto del loro operato al parroco.

Compare un quarto altare : Altare della Vergine del Carmelo.

(Nella prima visita ce n'erano tre: Altare Maggiore, Santissimo Nome di Gesù, del Rosario)

Deve essere nuovo perché sprovvisto sia di mensa, che di pietra. Possiede le reliquie che sono in buono stato e, naturalmente, il parroco dovrà provvedere quanto prima a sistemarlo come si conviene. C'è  una confraternita denominata "della Pazienza", retta da massari che rendono conto del loro operato al Parroco.

Ed infine il quinto altare dedicato a San Pietro martire, ma del Santo e del suo Altare, degli altri altari e molte altre cose, parleremo alla prossima pubblicazione.

Flaviana


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