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Storia : Aspettando il film... la storia della parrocchia di Stanghella (quinta parte)
Inviato da : Admin Giovedý, 04 Settembre 2008 - 19:10
Articoli pubblicati dopo l'8 maggio 2007 Si diceva nel precedente articolo, di San Pietro Martire e del suo altare...

Si diceva nel precedente articolo, di San Pietro Martire e del suo altare.

Riporto una breve biografia tratta da Wikipedia:

San Pietro martire noto anche come Fra Pietro da Verona (Verona 1205 circa - Seveso 6 aprile 1252) fu un abile ed intelligente predicatore, appartenente all'Ordine dei domenicani ed è venerato come santo dalla Chiesa cattolica.

Nacque a Verona da famiglia eretica catara. Fece i suoi studi all'Università di Bologna e decise di entrare a far parte dei frati predicatori al tempo in cui San Domenico di Guzmán era ancora attivo. La sua casa natale fu per molto tempo utilizzata come uno dei principali bordelli veronesi. A seguito delle sue violente battaglie contro l'eresia, dopo la sua morte 1278, il 13 febbraio 1278, 200 catari e valdesi sono arsi vivi nell'arena di Verona per ordine dell'Inquisizione.


È ricordato in particolare per la sua tenace opposizione alle eresie, soprattutto nei confronti dell'eresia catara che spesso viene confusa con la pataria che invece si sviluppò nel 1045 (circa due secoli prima).

Nel 1242 fu inviato da Gregorio IX in Lombardia, dove l'eresia catara era largamente radicata e praticata, con mandato e compito di reprimere l'eresia. Nel 1244 fu inviato a Firenze, dove nell'ambito delle sue iniziative per controbattere l'eresia, avrebbe tradizionalmente fondato quella che oggi è la Venerabile Arciconfraternita della Misericordia di Firenze. A Firenze fondò una "Sacra Milizia" chiamata anche "La società di Santa Maria", nata in seguito alle sue infuocate orazioni dalla chiesa di Santa Maria Novella (dove risiedeva) e che si opposero alle truppe spontanee dei catari. Lo scontro inevitabile si svolse in due giornate del 1244 dette del Trebbio e di Santa Felicita, dal nome dei luoghi dove si svolsero e dove oggi si trovano due colonne celebrative erette alla fine del Trecento, rispettivamente la Colonna della Croce al Trebbio e la Colonna di Santa Felicita. Il vescovo Antonino Pierozzi riportò questi avvenimenti nelle sue "Croniche", ma oggi alcuni storici dubitano dell'effettivo svolgimento di tali battaglie.

Nel 1252 venne assassinato nella foresta di Barlassina con una roncola (falcastro) mentre si recava a piedi da Como a Milano. Le agiografie riportano che intinse un dito nel proprio sangue e con esso scrisse per terra la parola "Credo".

L'arte lo raffigura trafitto da un roncola infilzata nella testa.

Uno degli attentatori, Carino Pietro da Balsamo, l'uccisore effettivo, si pentì del gesto ed in seguito morì in fama di santità presso il convento dei domenicani di Forlì, avendo come padre spirituale il beato Giacomo Salomoni. Anche Carino, il cui corpo è conservato nella cattedrale di Forlì, ha oggi il titolo di beato.

Pietro venne canonizzato da papa Innocenzo VI il 24 marzo 1253 con la bolla Magnis et crebris. Il coltello usato per ucciderlo è conservato a Seveso, presso il Santuario a lui dedicato. È sepolto nella Basilica di Sant'Eustorgio a Milano, nella Cappella Portinari.

La commemorazione liturgica di San Pietro martire fu inizialmente fissata il 29 aprile, poi, per evitare sovrapposizioni con la festa dedicata a santa Caterina da Siena, fu spostata al 4 giugno, giorno della solenne traslazione, avvenuta nel 1340, nel sepolcro attuale, realizzato da Giovanni di Balduccio tra il 1335 e il 1339.


L'altare di S. Pietro è provvisto di mensa e pietra, quindi precedente all'altro. Ha la sua pietra sacra inserita nella mensa di marmo ed è in condizioni discrete. C'è una confraternita sotto lo stesso titolo di S. Pietro Martire che si sostiene con elemosine e si fa la processione ogni quinta domenica del mese.

Altare del Nome di Dio

è tutto dorato e tenuto benissimo(optime)fornito di tutto il necessario. Ha la mensa di legno e la pietra sacra in regola. Si tolga la mensa in legno e si sostituisca con una in marmo. C'è una confraternita del Nome di Dio che si sostiene con elemosine.

La sacrestia è sfornita di suppellettili (v. inventario) ed è situata dietro l'Altar maggiore. Le finestre della sacrestia e della chiesa devono essere ancora sistemate. (nella visita precedente mancavano i vetri...) manca anche un lavello che dovrà essere sistemato a sinistra. Manca un messale nuovo secondo le disposizioni di papa Urbano VIII. Gli altri devono essere gettati perché motivo di scandalo per tutti.

Compaiono i primi libri parrocchiali, (1642), ma non sono scritti secondo le disposizioni del S. Concilio di Trento (1545-1563), quindi il parroco provveda.

C'è un pulpito, in uso da due anni circa con il predicatore che si elegge

I confessionali devono essere divisi in due cellette .

Questa chiesa è sotto lo juspatronato dei nobili Pisani e il rettore è don Bartolomeo Mantovano investito del Benefizio il 3 dicembre 1642. Insegna la dottrina cristiana a fanciulli di ambo i sessi. E ha sotto di sé anime da comunione n. 420 in tutto 770.

il cimitero è cinto da un muro e un fossato che impediscono l'entrata agli animali.

Il reddito del rettore ammonta a 200 ducati, parte in solido e parte in contanti. L'estensione della parrocchia nella sua parte più lunga è circa due miglia.

Tornando ai libri parrocchiali si può rilevare che:

le formule usate per la registrazione dei battesimi non sono secondo i canoni.

Battezzati

(trascrizione della prima pagina tratta dal libro dei battezzati anno 1645)


Addì 11 Zenaro 1645

Giacomina figliuola di Antonio Trivisan et di Zuana sua legittima consorte fu battizata da mi don Bartolomeo Mantovano Rettore. Fu compare Bortolo Montanaro et Maria moglie di Giulio Chiotto. Nacque addì 10 ditto a hore 4 di notte.

Addì 22 ditto

Francesca figliuola di Giacomo Micheletto et di Mattia sua legittima consorte fu battizata da mi don Bartolomeo Mantovano. Fu compadre Domenico Paganin et comadre Cattarina figlia di Benetto Verza. Nacque addì sovrascritto a hore 5 circa di notte


Detto

Maria figliuola di Valerio Banzato da Vescovana et Domenega sua legittima consorte fu batizata da mi don Bartolomeo Mantovano su licenza del proprio parroco. Fu compadre Vicenzo Barbin et Pasquina figlia di Ms Domenico Fraresato. Nacque adì 26 ditto a h. 11


Addì 5 febraro 1645

Bartolomeo figliuolo di Benetto Braggion et di Marieta sua legittima consorte fu battizato da mi D. Bartolomeo Mantovano. Fu compadre Zuanin figlio di Messer Piero dei Mori e comadre Domenega moglie di Batista Gazzetta. Nacque addì 4 suddetto a h. 4 di notte.


Addì 9 detto

Gabriele figliuolo di Carlo Sandri et di Marieta sua legittima consorte fu batizato da me don Bartolomeo Mantovano . Compadre Ms. Giacomo Manfredin et comadre Md. Zuana moglie di Ms. Giacomo


In alcuni casi compare il nome della levatrice, se il bambino era in pericolo di morte, in quanto "autorizzada" poteva impartire il battesimo. Se il bimbo sopravviveva era portato in chiesa, dove si facevano "le cerimonie". Comparivano allora i padrini (compadri) e/o le madrine(comadri) e alle cerimonie e al Sacro Fonte.


Matrimoni

Anche per queste trascrizioni, il vescovo trovò qualcosa da ridire. Le prime quattro trascrizioni sono alquanto sbrigative se confrontate con quelle del 1646.



Addì 21 febraro 1645


Fu celebrato il matrimonio, su parola dei presenti, servatis servandis, nella chiesa Parrocchiale di S. Cattarina della Villa della Stanghella da me, D. Bartolomeo Mantovano tra Battista figlio di Francesco Negrelli oriundo della Parrocchia di Villa di Villa, et hora abitante in questa cura et Domenega figlia del q. Giovanni Sgabello, oriunda della Parrocchia di Solesino, et pur hora habitante in questa parrocchia. Testimoni Ms. Giovani Cebino et Antonio et Antonio Mirandola .


Addì 27 detto


Fu celebrato il matrimonio su parola dei presenti, servatis servandis, nella chiesa parrocchiale di Santa Cattarina della Stanghella, da me D. Bartolomeo Mantovano, rettore, tra Labaro figlio di Mastro Antonio Labaro et Maria figlia di Ms. Gio:Giacomo dei Mori, tutti dui della suddetta Cura. Testimoni Ms. Gio:Batista Fraresato et Antonio Mirandola, campanaro.


Addì 2 maggio 1645


Fu celebrato il matrimonio, su parola dei presenti, servatis servandis, nella chiesa parrocchiale di S. Cattarina della Stanghella, da me D.Bartolomeo Mantovano rettor di detta chiesa tra Lazzaro figlio del q. Berto Zanuola in secondo voto da Vescovana et Maria figlia di Oratio Meneghello già della parrocchia di Conselve et hora di questa mia. Testimoni Bartolomeo Polenta da Tribano et Antonio Modena della Stanghella Campanaro.


Addì 16 ditto


Fu celebrato il matrimonio su parola di presenti, servatis servandis, nella chiesa di Santa Cattarina della Stanghella da me Don Bartolomeo Mantovano suddetto tra Zuanin figlio del q. Bortolo Fantasia et Marieta figlia del q. Lorenzo Lorenzetto tutti di questa cura. Testimoni Antonio Mirandola campanaro et Andrea Lazaro.

Come si vede, si tratta di trascrizioni alquanto sbrigative, tanto che nella visita pastorale del 1645, il parroco fu ripreso ed invitato a scrivere le formule secondo i canoni del Concilio di Trento. Ed infatti, al successivo matrimonio 30/01/1646 compare la formula canonica come si può leggere qui sotto.


Addì 30 genaro 1646


Fatte le tre debite pubblicazioni conformi al S. Concilio di Trento nei giorni festivi continui, la prima delle quali fu fatta alli 7 di genaro suddetto, la seconda alli 14 ditto, la terza alli 21 ditto tra le solennità della Messa parrocchiale et non essendo comparso impedimento alcuno, io Bartolomeo Mantovano, rettore della chiesa di S. Cattarina della Stanghella congiunsi in matrimonio Batista figlio di Zuani Spolare et Malgarita figlia di Francesco Sattin tuti dui della suddetta parrocchia della Stanghella, havendo havuto il mutuo consenso su parola de presenti. Furono testimoni Ms. Piero dei Mori et Marco Fraresato tutti dui di questa cura di questa cura della Stanghella.


Addì 6 febraro 1646


Fatte le tre solite pubblicazioni conformi al S. Concilio di Trento nei giorni festivi continui sì da me infrascritto come anco dal M. R. D. Pietro Sinaro rettore della chiesa di S. Matteo d'Avanzo come nella sua filza appare appresso di me, la prima delle quali fu fatta alli 21 zenaro 1646, la seconda alli 28 detto, la terza alli 2 febraro et non essendo comparso impedimento alcuno in niun di loro, io don Bartolomeo Mantovano rettore della chiesa di S. Cattarina della Stanghella congionsi in matrimonio, su parola de presenti, Piero figlio del Sig. Alvise Pizzo già della Parrocchia di Avanzo et hora di questa mia et Santina figlia del q. Mattio Magnasorzi di questa mia cura. Furono testimoni Andrea figlio di mastro Piero Lazaro et Allissandro Forno tutti di questa parrocchia.



Defunti

Come detto sopra, possediamo i libri dei defunti solo dal 1657, cioè dopo l'arrivo di don Francesco Vagente. Possiamo comunque ipotizzare che le formule non siano cambiate.

Data di sepoltura. Nome del defunto, figlio/a, marito/ moglie, vedovo/a, appartenenza non appartenenza alla parrocchia, passò da questa alla miglior vita di anni... con o senza i sacramenti, a seconda se si era confessato e comunicato da poco, se la malattia consentiva di deglutire, se era in sentimenti oppure era stata una morte improvvisa o era stato trovato già cadavere, con la raccomandazione d'anima e fu sepolto nel cimitero dei fanciulli, delle donne, degli uomini oppure in chiesa, a ore... con l'assistenza di...

A presto!

 

Flaviana

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