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Fiumi e acque : Percorso degli antichi corsi d'acqua nel territorio della Bassa Padovana
Inviato da : Admin Martedì, 19 Aprile 2005 - 20:30
articoli pubblicati prima del 30/04/2007

Descriviamo qui i nomi e i percorsi dei fiumi che solcavano (alcuni solcano ancora) il nostro territorio. Questi fanno della nostra terra una delle più ricche d'acqua, per tacere delle paludi che caratterizzavano il nostro habitat.



 

ADIGE detto anche Flumen Vetus seu Chirola

E' il fiume più vagabondo d'Italia. Se dovessimo prestar fede a tutte le leggende fiorite su di esso, dovremo attribuirgli un bacino idrico 10 volte più esteso di quello del Mississipi. Questo, negli ultimi secoli, si è spostato di soli 10 chilometri, mentre l'Adige di ben 30!!! Leggenda vuole che fino al 589 d. C., il nostro scorrazzasse per la campagna basso veronese-padovana, cambiando tragitto ad ogni variare di nuvola, salendo verso i Colli, aggirandoli, scorrendo da sud a nord, essere ovunque, tranne che dove è sempre stato. Indagini termografiche e fotoaeree, mostrano solo piccole variazioni, dell'ordine di qualche centinaia di metri, ...

Tra i vari sostenitori del suo ipotetico percorso attraverso Montagnana ed Este, il più conosciuto, è ancora l'Alessi. Nelle sue "Ricerche istorico-critiche" prende in considerazione quanto già ipotizzato da vari autori partendo da Plinio e Silio Italico fino a Geronimo Atestino e Ippolito Angelieri decidendo di ignorare quanti hanno malamente supposto che l'Adige "avesse anticamente lo stesso corso" e si avvicina a quelli che affermavanio che dopo Verona, il fiume si dirigeva verso Montagnana e da qui ad Este. Storia di Rovigo di Andrea Nicolio e Descrizione delle paludi adriane di Carlo Silvestri. Esaminati gli scritti, arriva alla conclusione certa che l'Adige

  1. "continuava sempre verso oriente tra le due strade, che quasi parallele conducono alla Torre; per la detta villa di Vallancone, per quelle di Ospedaletto, e della Torre, fino in Murlongo, campagna prossima ad Este: ove scorrendo vicino al luogo, contiguo alla Chiesa del pilastro, detta Fossa rotta, piegavasi a man dritta per quel terreno, ch'è lungo la via seliciata introducente al borgo di Settabile, e proseguiva a lato al medesimo borgo, ove scavando si son trovati non piccioli indizi. Di qua s'istradava verso quello di Canevedo e indirizzavasi poi per le ville del Deserto, di S.Elena e di Solesino: di là dal qual villaggio giungendosi nelle parti della Stanghella, se ne perdono affatto i vestigi".

  2. Anche in epoca moderna c'è chi ha sposato la tesi dell'Alessi, aggiungendo però la preziosa chicca del probabile collegamento tra Ateste ed Athesis. Il fiume che avrebbe dato nome alla città e non al territorio. Secondo altri studiosi, at - ESTE deriva da una radice venetica, -et che significa Luogo commerciale, dove si svolge commercio. Non è possibile che At - hesis significhi fiume che attraversa <u>quel</u> territorio?

In ogni caso, l''Atesis che univa Verona al mare, doveva dividersi in due rami ( Zaffanella 1979) poco a sud di Albaredo d'Adige e proseguire con il braccio destro circa lungo la direttrice attuale per Legnago, Villa Bartolomea, fin presso la zona di Cavanella. L'altro ramo di sx ( forse il maggiore) doveva portarsi a Minerbe, Bevilacqua,( guardando le antiche carte, i vari paleoalvei che si riscontrano in questa zona, sono da attribuirsi alla Fratta o Rabiosa.) Montagnana, Este ( qui invece scorre il Frassine...) e di qui, forse con altre due articolazioni arrivare al mare a dx per Sant'Elena, Solesino, Tribano, Bagnoli, Agna, Cona, Pegolotte, Cive', a sx per Monselice, Conselve, Arre, Candiana, Villa del Bosco, Conca d'Albero

Rota Sabadina non si sa quando si sia formata. Considerata un diversivo dell'Adige, alimentava la Fossa Lovara. Interclusa nel 1797. Era conosciuta già nel Medioevo come importante porto fluviale. Le merci dall'Adige, tramite Rota Sabadina, Lovara, Bisatto e Battaglia arrivavano a Padova e da lì a Vicenza.

Buel del Lovo partiva dall'Adige, arrivava all'Anconetta, (Loc. Ca' Priuli) dove si gettava nella Lovara. Intercluso

Lovara.

Principale corso d'acqua del territorio. Presente già nella preistoria, è la diretta continuazione dell'Agno. Dalle Prealpi vicentine, sopra Recoaro, scendono almeno dodici torrenti che confluiscono in quello che conosciamo per Agno. Forma la Val d'Agno, bagna Trissino e Lonigo e a Cologna Veneta cambia nome diventando Guà. , A Montagnana prende il nome di Frassine,  Del fiume Agno (Guà e Frassine) sono da ricordare almeno due alluvioni disastrose:

1882- Adige e Gorzone straripano e i campi restano sott'acqua per vari mesi.

1901- il Guà, straripa a Cologna Veneta e viene deviato.

A Este, il Frassine si mette in comunicazione con il Canal della Torre e della Restara (tramite una bretella, alimenta anche il Bisatto) e forma il Canal di Vighizzolo, che scendendo verso sud diventa Canal dela Pase. A sud est di Vighizzolo riceve le acque del Buel del Lovo,prendendo il nome di Fossa Lovara e, proseguendo verso oriente, riceve le acque della Rotta Sabbadina. Si dirige verso Vescovana (ansa contorta, via Bassa, Capitello, nuova ansa verso Selva, a nord di Stanghella, Peagna.- Griguola)

E' provato che nasce dal monte Rotolon, sopra Recoaro, con il nome di Agno. Scendendo a valle, forma la valle omonima,conservando il nome di Agno fino all'altezza di Trissino, da qui prende il nome di Guà fino a Lonigo e a Cologna Veneta scorre quasi parallelo alla Fratta la quale scende verso Bevilacqua mentre il Frassine (nuovo nome del Guà) scende verso Este. sulle sue sponde c'era l'insediamento di Selva di Stanghella, non esaurientemente esplorato. Nella Bassa, da Este in poi, verso Megliadino, si possono leggere le tracce di molti paleoalvei, riconducibili tutti al tragitto della Fossa Lovara. Era distinta in Fossa Lovara e Lovara vecchia. Principale corso d'acqua del territorio. Prendeva origine(?) dałla confluenza con il Buel del Lovo. Aveva un percorso alquanto contorto, a Vescovana formava tre anse, una delle quali rettificata ai tempi dei Veneziani, scendeva dai Livelli verso la contrada Bassa, attuale via Kennedy, arrivava alla Contrada Bella, per risalire verso l'attuale Capitello, in località Selva di Stanghella. Dopo un'altra ansa, proseguiva verso il Correzzo, attraversando il Camaron, dirigendosi verso il lago dei Cuori, tra Stanghella, Solesino e Pozzonovo. Riconducibile allo scolo Interessati e verso Anguillara al Navegale(?) L'altro ramo, il principale, tagliava in due la Campagnola, in parte ora ricalcato dal corso del Gorzone e, alla Pioppa volgeva verso nord ovest per gettarsi nella palude della Griguola all'altezza dell'idrovora Ca' Giovanelli.

( attuale territorio di Stroppare)

Gorzone fino al 1558, solo argine vecchio del Gorzone. In questa data, prende il via la grande opera delle bonifiche. Apertura del canale lunedì 21 Aprile 1572. Si scava un canale dalla località Taglio di Anguillara e lo si fa procedere parallelo all'Adige fino a Porto Brondolo, dove si getta nel Brenta. Da questo primo tratto, tutto il corso d'acqua fino a Tre Canne di Vighizzolo prenderà il nome di Gorzone

Zen o Canal Nero, esiste già nel 1563. Scavato dalla Peagna al lago della Griguola, rappresenta una drastica modica del corso della Lovara

Zime detto anche Fiumicello. Lo troviamo a sud del lago di Vighizzuolo. Quando viene dato il via ai lavori di prosciugamento del lago, il Zime confluirà nella Fratta, dando origine al tratto più a monte del Gorzone

Santa Catarina o Canal Bianco, fino al 1563 semplice argine. Lo troviamo menzionato per la prima volta nel 1281 in un'ordinanza del podestà di Padova Enrico Orio, poi diventa canale scavato per scolmare le acque della Lovara ai confini tra Vescovana e Stanghella, proseguiva in parallelo con la Lovara e poi con lo Zen fino alla Griguola. Intercluso ai primi dell'ottocento.

Fratta  Prende origine a circa un km. a valle dell'abitato di Arzignano, da una serie di rogge del torrente Chiampo. Come l'Agno, anche questa cambia varie volte nome, Roggia, Rio Acquetta, Togna, Fratta ovver Rabbiosa. Scende verso Bevilacqua, San Salvaro, curva ad est, verso Barbariga per risalire a Vighizzolo dove riceve le acque del Zime. Sottopassa il Santa Caterina presso il manufatto idraulico veneziano del XVIII detto ponte canale delle Tre Canne e diventa Gorzone.

Frassine,ramo settentrionale del Guà, resta a nord di Montagnana, scorre verso Este e dopo aver ricevuto le acque del Canale della Torre e della Restara,( ora interclusi) e dello scolo di Lozzo, scende verso Vighizzolo con il nome di Santa Caterina. Soprapassa il Gorzone alle Tre Canne.

Canal deła Pase,  Era il tratto di congiunzione tra il canale di Vighizzolo e la Fossa Lovara. 

Canal Novo deła Peza scavato nel 1559, ma 3 anni più tardi non era ancora terminato. Primitivo nome del Gorzone nel tratto tra Vighizzolo e Selva di Stanghella, dove si innesta nella Fossa Lovara.

Canal della Pezza sgrondava le acque del Lago, deviava per raggiungere La Pezza ( ora scolo di Lozzo e Cavo Masina, in prossimità di Carmignano),  soprapassa il Canal di Vighizzolo, deviando verso est per diventare Canal Novo della Pezza. 

 

Flaviana Baccan

 


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