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Fiumi e acque : Il fiume dai sei nomi (terza Parte)
Inviato da : Admin Lunedý, 15 Dicembre 2008 - 12:54
Articoli pubblicati dopo l'8 maggio 2007 Riprendiamo la descrizione del Fiume Agno/Gua/Fratta/Gorzone, parlando del Fiume Togna.

Il fiume Togna

Se talvolta ci capita di essere sulle rive di un fiume, si prova una piacevole sensazione a guardare l'acqua che scorre, che ci prende anche la curiosità di sapere dove nasca, quali terre bagni e dove sbocchi. Ogni corso, poi, ha un suo comportamento, una propria caratteristica. Così è anche per la Togna che, oltre che toccare tre Province, Vicenza, Verona, Padova, cambia più volte il nome. Inizia, infatti, con quello di Roggia di Arzignano, a circa 1 Km. a valle dell'abitato di questa cittadina. La roggia, come si sa, è una fossa, derivata da fiumi a scopo d'irrigazione. Quella di Arzignano è ricavata da una serie di rogge del torrente Chiampo ed è alimentata anche da acque sorgive, alle quali si uniscono i contributi idrici della zona collinare compresa fra Costo di Arzignano e Tezze. Anche gli scoli della pianura, limitata dall'argine sinistro del Chiampo e da quello destro del Guà, vi convogliano le loro acque.

Continuando il suo cammino, la Togna corre pressoché parallela al Guà fino a Montebello, dove assume la denominazione di Rio Acquetta, che mantiene fino ad Almisano.

Va anche rilevato che il Rio Acquetta diviene lo smaltitore delle piene dell'Agno-Guà. Infatti, nel 1927, venne realizzato un bacino di espansione, che è limitato ad est dall'argine del Guà, ad ovest da quello del Chiampo e a sud dal terrapieno della strada statale. A questo scopo, il. Rio Acquetta, attraverso un sistema di sifoni, situato a circa 800 metri a valle della confluenza Guà-Poscola, immette in detto bacino le acque esuberanti del Guà. Nei periodi, poi, in cui il bacino è in funzione, le acque della Roggia Grande, anziché defluire attraverso il Rio Acquetta, si gettano direttamente nel bacino, mescolandosi all'acqua proveniente dal Guà.

Proseguendo nel suo corso, ad Almisano, riceve le acque della Roggia Reguia, a destra, e, in località due Ponti, quelle della Roggia del Rio, a sinistra. A questo punto, diviene anche il naturale convogliatore delle acque sorgive della zona di Almisano, di Locara e vicinanze. Le acque, sorgenti in punti diversi, scorrono in roggette, che si unifìcano man mano che procedono verso sud, nella Togna.

La linea risorgiva s'interrompe più ad ovest, in corrispondenza dei colli di Soave. Per un breve tratto, poi, acquista il nome di Scolo Rio, fino alla valle di Lonigo, a sud di una contrada, detta La Madonna, che si trova a sud-ovest dell'abitato di Lonigo, al confine fra le Province di Vicenza e di Verona. Qui prende il nome di Togna e procede verso sud, in direzione di S.Stefano di Zimella, sulla destra del Guà, dal quale di­sta poche centinaia di metri. In questa località, scorre su un alveo co­stituito da scaranto, rimanendo però fuori dell'abitato.

Dopo aver ricevuto gli scoli del Sule, sempre a destra del Guà, va verso Cologna Veneta, scorrendo però abbastanza lontano dal centro. In questa zona, un tempo, la Togna, con le sue rive, ricche di una fol­ta alberatura, offriva un delizioso paesaggio.

Ma veniva chiamata anche la Rabbiosa, a causa dei molti e gravi danni, che recava con le sue frequenti e violente alluvioni.

Questo fiume è, qui, ancora una volta, il collettore di tutte le ac­que straordinarie, fra l'Adige e i Monti Vicentini, nonché dei canali di bonifica, fra i quali il più importante è lo Zerpano. Vi confluiscono, pure, sulla destra, i perenni colatori della vasta pianura, che si estende fino all'Adige. Fra tali corsi d'acqua, volgarmente detti Dugali, ricor­diamo i più noti, per lunghezza e ricchezza di deflussi: il colatore del­le acque basse, che scende da Arcole e che riceve i deflussi superiori del Rio Masera, lo scolo Biniega, che convoglia anche le acque della Fossa Serega, la quale trae lontane origini fra l'Adige e l'Alpone, il Dugal Morando, il Dugal Terrazzo ed altri.

In questo territorio, la Togna è costeggiata, a destra, dall'Alpone, a sinistra, dal Ronego. Nel lasciare il Colognese, la Togna si discosta dal Guà e volgendo ad oriente, scende verso Bevilacqua, dove assume il nome di Fratta. Venne così chiamata perché le sue acque, giunte a pochi chilometri dall'Adige, in prossimità di S.Urbano, si disperdevano (acque fratte). Ma, durante il secolo XIX e i primi decenni del XX, le molteplici ope­re eseguite dall'uomo fecero della Fratta, che è un fiume di pianura, un corso d'acqua via via sempre maggiore.

Nella parte inferiore, appare come un ampio canale convogliatore, ma con un deflusso assai pigro. Scorre modesto, spesso seminascosto tra alberi e coltivi, in direzione sud, allargandosi sempre più. Di norma rispetto al Guà, è fornito di acque più abbondanti e costanti.

Nel percorso da Bevilacqua ad Urbana, riceve sulla sinistra gli scoli del comprensorio di Bonifica Vampadore e i deflussi del fiumicello di Montagnana e, sulla destra, lo scolo Frattesina.

A Merlara, cambia l'originaria direzione nord-sud, in quella di ponente-levante. A Castelbaldo si avvicina all'Adige e alleggerisce il grande fiume nei periodi di piena. La sua acqua, infatti, viene immessa, in modo regolabile mediante chiaviche, in fosse tubatorie, che la scaricano in un canale confluente nella Fratta. Le acque dell'Adige vengono anche prelevate dallo stesso canale, a scopo irriguo. Nel suo percorso, poi, tocca anche le Valli Mocenighe e Piacenza d'Adige. A Sant' Urbano, confluisce nel Gorzone, un canale artificiale, scavato dai Veneziani dal 1558 al 1572, per scaricare le piene del Frassine e della Fratta, nonché per accogliere gli scoli delle bonifiche estensi. Il Gorzone quindi è la prosecuzione del sistema idrografico della Fratta. Dopo la confluenza della Fratta, il Gorzone (o canale Gorzone), nel quale si getta anche il Guà, scorre verso est parallelamente e vicinissimo all'Adige, passa per Stanghella ed Anguillara, toccando Pettorazza e Cavarzere, da dove dirige poi il suo corso verso nord-est. Quindi, va a finire nel Brenta, a 5 Km. dalla sua foce, per sboccare nel mare Adriatico, nel porto di Brondolo, a mezzogiorno di Sottomarina. Va rilevato, da ultimo, che questo fiume, nella stagione calda, è scarso d'acqua, mai però è completamente asciutto. In primavera ed in autunno, va soggetto a piene impetuose e improvvise. In passato, gravissimi furono i fatti d'inquinamento di questo fiume.

 Flaviana

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Il fiume dai sei nomi (terza Parte) | Login/crea un profilo | 1 Commento
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Re: Il fiume dai sei nomi (terza Parte) (Punti: 1)
da lonnrot 25 Ott 2009 - 17:25
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secondo le etimologie di Giovanni Semerano, Agno deriverebbe da accadico aggu (violento, adirato) e enu (fiume, sorgente)


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