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Storia : Storia della parrocchia (decima parte)
Inviato da : Admin Giovedý, 06 Maggio 2010 - 10:46
 

Ed arriviamo al 1673. Da fonti posteriori veniamo a sapere che questo è l'anno di morte del nostro curato. E' rimasto a Stanghella per 16 anni, sette dei quali spesi per raccogliere i fondi per ricostruire la chiesa, quattro per edificarla e cinque per completarla....



 

Ed arriviamo al 1673. Da fonti posteriori veniamo a sapere che questo è l'anno di morte del nostro curato. E' rimasto a Stanghella per 16 anni, sette dei quali spesi per raccogliere i fondi per ricostruire la chiesa, quattro per edificarla e cinque per completarla. Dai libri parrocchiali scopriamo che nel 1671 il Canal Nigro, (Gorzone) straripò in località Sabbionara ed invase il cimitero che non era più sul sagrato della chiesa, ma di fianco. L'acqua impedì per una settimana la sepoltura dei defunti che furono momentaneamente inumati alla Boara. Sempre in quell'anno si registrano ben 107 decessi, la maggior parte bambini e si può ipotizzare che l'anno in questione sia stato molto freddo ed umido.

Riguardo al tanto discusso orientamento della prima chiesa, sulla base delle notizie desunte dalla prima visita pastorale, (1619) possiamo affermare che era lo stesso dell'attuale. L'indizio chiave: "Visitammo i sacri oli degli infermi che sono posti in una nicchia sulla parete settentrionale della cappella dell'Altar maggiore" 

Gli altari erano tre: Altar maggiore, della Vergine del Rosario, del Santissimo Nome di Gesù. La sacrestia è dietro l'Altar maggiore ed è discretamente fornita. Esiste un fonte battesimale ed il cimitero.

Nel 1645 vescovo Giorgio Corner (26 anni dopo) seconda visita: la chiesa è abbastanza in ordine. Ci sono 5 altari per cui è da presumere che la chiesa sia stata ampliata o comunque rimaneggiata. Vista la particolare conformazione del terreno è probabile che le aggiunte non troppo accurate, abbiano contribuito a minare il precario equilibrio della costruzione.  I vasi d'argento degli oli sacri sono conservati in una nicchia dell'altar maggiore sul lato dell'ambone del Vangelo, posti ad altezza d'uomo. La sacrestia è ancora dietro l'Altar maggiore e presenta due finestre di vetro. Tutto il resto è come nella precedente visita. Il reddito del rettore è di 200 ducati. Curiosiamo un po' nell'inventario: ci sono "2 calici con i loro piattini, un Ostensorio per portare il Santissimo in processione, 1 pisside dorata dove riposa il Santissimo nell'Altar maggiore, cinque corporali e quattro animette, 50 purificatori da calice, 5 borse da calice, 3 camici: due di tela ed uno di rienzo con i suoi amitti, 2 cingoli, 7 pianete con accessori: due bianche(una per la festa ed una per i giorni feriali), due rosse(sempre una ed una), una paonazza, una nigra ed una verde. Cinque veli da calice:  due rossi, uno bianco, uno nigro ed uno paonazzo, due messali grandi e due altri da morto.  1 piviale, un ombrello per portare il Santissimo. 3 bussoli d'argento per gli oli santi, 2 ferri per fare particole,  1 turibolo con navesella".

Nel 1657 terza visita vescovo Giorgio Corner: e' la visita-processo a don Basilio Scola. Il vescovo ascolta le testimonianze dei massari, le lamentele della gente, e decide in proposito. Per quanto riguarda la chiesa c'è un ulteriore peggioramento dovuto non tanto al trascorrere del tempo, quanto all'incuria del Rettore. Nel Tabernacolo le particole non sono a norma, serve un altro ferro per farle più grandi. Manca la pisside per portare il Viatico agli infermi,  l'ostensorio a forma di sole, con il cerchio interno più piccolo in argento, e   la mezzaluna bipartita. La cappella battesimale manca di cancello e il fonte non è protetto. I vasi degli oli santi non hanno coperchio, la sacrestia è sempre dietro l'altar maggiore, mancano pianete e arredi sacri. I libri dei battezzati, matrimoni e defunti sono strappati e macchiati, addirittura si può dire che non esistano. Il vescovo riscontra solo annotazioni su fogli volanti. Non si salvano neppure il cimitero (diruptus) né la casa parrocchiale che è angusta e umida. Constatato lo "sfacelo" della parrocchia, il vescovo sospende a divinis il sacerdote e lo condanna al carcere. " sudictus presbiter P.Basilius Scola Rector  eiusdem male se gessit in exercizio curae animarum, et in officio Parrochi, acriter agendo ***** populo sibi subiecto, illum in graves suspiciones inducendo,....." viene dunque allontanato e la parrocchia è retta "pro tempore" dal sacerdote Nicola dal Serio, cappellano della parrocchia di Villa di Villa, in attesa di un nuovo parroco. Andiamo a curiosare nell'inventario: stessi arredi e paramenti della precedente visita. Quanto manca è già stato rilevato nella relazione della visita stessa e sarà cura del successore di provvedere alla bisogna.

Arriviamo al 1668. Da 11 anni è parroco Don Francesco Vagente, già cappellano a S. Paolo di Monselice, ma oriundo da Este. Sappiamo che per sette anni ha raccolto elemosine e fatto sacrifici per ricostruire la chiesa. Nel 1664 c'è stata la posa della prima pietra e nel 1668 può considerarsi terminata anche se ... Andiamo a curiosare tra le note della relazione vescovile.

1° maggio 1668. Il vescovo è Gregorio Barbarigo. Tenendo conto che la chiesa è terminata, ma non completata, si rilevano delle ovvie deficienze. Il battistero deve essere dipinto di azzurro con stelle dorate e, sul vertice, l'immagine di S. Giovanni Battista; i vasetti degli oli santi devono riportare la scritta "OLEA  SANCTA".

Per quanto riguarda gli altari:

devono avere un telo cerato di protezione dell'intera mensa; le tabelle per il Vangelo; quello del Rosario deve essere provvisto di un altare portatile per maggior comodità delle sacre funzioni, che si provveda gradualmente alla sostituzione dei candelabri dello stesso; l'altare di S. Pietro Martire oltre a quanto sopra, ha bisogno di una croce dorata;

i confessionali mancano delle grate e dell'immagine di Cristo crocifisso;

mancano i vetri alle finestre;

la sacrestia manca delle stesse suppellettili di cui alla precedente visita e s'invita il rettore a provvedere quanto prima.

Un'innovazione sembra essere il libro "status animarum" in cui riportare anno per anno i singoli parrocchiani secondo le disposizioni del Rituale Romano; inoltre serve il libro dei cresimati, e gli altri libri (battezzati, defunti, ma soprattutto matrimoni) in cui si riportino i singoli nominativi, dove si è svolta la funzione, se è necessaria apposita annotazione del perché è o non è celebrato il ministero.

L'insegnamento della Dottrina Cristiana è buono e condotto con diligenza dal parroco stesso. Dopo di ciò il Vescovo cresimò alquanti fedeli.

Il Cimitero è a norma e la casa canonica abbastanza comoda. Segno evidente che il rettore Vagente non si è limitato a ricostruire la chiesa, ma anche a risistemare il cimitero diruptus e la casa umida ed angusta. Le anime da comunione sono 684 su un totale di 1160 abitanti.

 


 

Laus Deo O. M. L. M.V. Divae Catharinae V. M.

 Ecclesie de Stanghella

 Patrona

Relazione fatta secondo la formula con l'occasione della visita dell'Ill.mo e Em.mo Cardinal Gregorio Barbarigo Vescovo di Padova seguita l'anno 1668

la Chiesa Parrocchiale della Stanghella Diocese Padoana

Jus patronato dell'Ill.mo Ecc.mo Sig. Alvise Pisani Procurator di San Marco è eretta sotto l'invocatione di SANTA CATTARINA V. e M.

Detta chiesa ha altari n. 5. Il primo è l'Altar Maggiore dove sta riposto il SANTISSIMO SACRAMENTO. Il secondo della B.V. del Rosario. Il terzo del SS. Nome di GIESU'. Il quarto della B.V. del Carmine. Il quinto di S. Pietro Martire.

Detta non è stata consacrata e perciò non si fa il Giorno ne meno l'Uff. della Consacratione, ma bensì è stata benedetta da Mons. Ill. e Rev. Mons. P. Bernardo Manfrin Vicario Foraneo di Villa di Villa de licenza di mons. Ill.mo e Rev.mo Antonio Abbate Paulatio Vicario Generale come appare nel Mandato.

Li sopradetti cinque Altari, li quali sono li stessi ch'erano nella chiesa vecchia demolita parimente de licentia superioris (per quel che si comprende dalla visita di Mons. Ill.mo e Rev.mo Vescovo Georgio Cornaro del di 25 di maggio di venere, Indizione Decima 1657 non sono consacrati, ma ognuno ha le sue Pietre inserite e consacrate

Il primo Altare è eretto a Fraglia del SS. Sacramento la quale è sotto la tutela dei Massari pro tempore che durano un anno e al presente è amministrata da Ms. Gio:Pietro Zangerolamo ed Antonio Bernusso. Questo Altare o Fraglia non vi à entrata certa, ma viene sostentato d'Elemosine. Ogni terza domenica del mese si fa la Processione del SS. SACRAMENTO.

In questa Chiesa non vi sono legati Pii, né oblighi da adempirsi, ne meno messe da ridursi ad Vires.

L'elemosine che per il passato s'havevano raccolte, si conservavano in una cassela con 4 chiavi, 3 de quali stavano appresso li Massari et una appresso di me Parroco e si spendevano secondo richiedeva il bisogno della chiesa e finalmente si hanno tutte impiegate nella fabbrica della chiesa nuova, come minutamente si può vedere dalli libri dell'Amministratione dove sta notato l'entrata e l'uscita di dette elemosine.

La Chiesa nuova ha avuto principio nell'anno 1664. La prima pietra della quale fu posta nelle fondamenta da me infrascritto Parroco addì 25 agosto dì di S. Ludovisius Re di Franza nell'anno suddetto 1664: e fu benedetta da mons. P. Bernardo Manfrin Rettore di Villa di Villa e Vic. Foraneo come dissi di sopra, l' anno 1665 addì 8 dicembre giorno sotto gli Gloriosissimi Auspici della Concettione della B.V.

Il giorno dell'Epifania ogni anno si rinominano li Massari della Chiesa cavandosi a sorte facendosi anco li conti dei Massari vecchi alla presenza di quelli che succedon e delli consiglieri che sono al presente Gio:Maria Veronese e Ms. Matteo Zangerolamo e del Parroco e d'anno in anno si fa il saldo non essendovi stato fin'hora intacco come si può vedere dalli libri dell'amministratione.

Gli Altari del S. Rosario e Nome di Dio che ambedue sono amministrati da un solo Massaro con uno compagno, cioè al presente da Ms. Gio:Maria Zangerolamo e Domenico Modena sono erette l'Indulgenze del S. Rosario all'Uno et all'Altro l'Indulgenza del Nome di Dio; nelle quali sono scritti molti Huomini e Donne senza obligo di pagare alcuna cosa. Questi Altari non hanno entrata, ma si sostengono d'elemosine.

Per l'Indulgenza del Rosario ogni prima domenica del mese si fa la Processione cantandosi le litanie della B.V. et ogni domenica la mattina avanti messa si recita un terzo del Rosario avanti detto Altare.

Per l'Indulgenza eretta all'Altare del Nome di Gesù si fa la Processione ogni seconda domenica di cadauno mese cantandosi l'Hinno Jesu nostra Redemptio.

All'altare della B.V. del Carmine e di S. Pietro Martire che ambedue sono retti e governati da uno massaro solo con compagno che al presente sono Ms. Antonio de Mori detto Baiolin et Antonio Cisoto sono erette le Indulgenze del Carmine all'Uno, et all'Altro quella di S. Pietro Martire, nelle quali vi (sono) scritti molti Huomini e Donne, con obligo, che quelli che sono scritti al Carmine, diino per elemosina soldi 6 all'anno. Questi Altari non hanno entrata ma sono sostentati d'elemosina.

Per il Carmine ogni quarta domenica del mese si fa la Processione cantandosi le Litanie della B.V.

Per l'Altar di S. Pietro M. ogni quinta domenica del mese (essendovene) si fa la Processione recitandosi le Litanie delli Santi.

Tutti li sopradetti altari non hanno pesi, o aggravij, se non d'esser provveduti di Cere, oglio per le Lampade e cose simili, eccettuato l'Altare Grande, il quale fa celebrare messe 3 per cadauno de fratelli, che muore, mentre però soddisfano all'obbligo suo col pagar soldi in anno per mantenimento di detto Altare.

In questa Chiesa non vi sono erette scuole.

Vi sono l'Indulgenze sopra accennate, ma non ho trovato il Pubblicetur dell'Ordinario.

Oltre le casselle degli Altari che stanno esposte in Chiesa per raccoglier l'elemosine che vengono fatte, ve ne è una, dove si pongono quelle charità che vengono fatte per suffragar l'Anime del Purgatorio facendosi celebrar tante messe e questa cassella ha come le altre, due chiavi una delle quali sta appresso al Parrocho e l'altra che è differente la tiene il massaro dell'altar Grande, che al presente è Ms. Gio:Pietro Zangerolamo prefato e si tiene di ciò diligentissima cura.

Vi sono due Reliquie cioè di S. Vitale e S. Clemente martiri le quali furono sospese da Mons. Ill.mo e Rev. Mo Vescovo Georgio Cornaro Predecessore di V. Em.nza nella visita che fece, per non essergli state mostrate le Lettere Testimoniali di dette Reliquie; ma doppo che sono venuto a questo Benefizio, essendomi state date le dette Lettere Testimoniali, le quali si mostreranno a V. Em.nza , da un Monsignor che già era Parrocho di questa chiesa, ho poste dette Reliquie sopra l'altare del Carmine chiuse in una cassella, ma senza chiave.

La sacrestia è provveduta e fornita della suppellettile che sta scritta nell'inventario.

Alla reggenza di questo popolo sono io P. Francesco Vagente oriundo da Este e fui provisto per elettione dall'Ill.mo Em.mo Sig. Procurator Alvise Pisani, et approvato e confermato ( promosso prima da debito esame et esposti i manifesti) da Mons. Ill.mo e Rev.mo Georgio Cornaro l'anno 1657 addì 2 ottobre come appare dalla Bolla.

La rendita del Benefficio consiste in Primitie di formento le quali comprese tutte ascendono alla somma di Stare veneziane 27 incirca. Legnari n. 12 incirca. Vino mastelle n. 12. Ducati n. 10 che contribuisce la chiesa. Due casali quali possono essere campi 3 incirca vignadi e piantati e sono quelli che sono posti dietro la chiesa e l'altro oltre la casa parrocchiale a cui confina Marco Zangerolamo a settentrione. A mezzogiorno un altro casale che al presente è tenuto ad affitto da mastro Antonio Modena. Avvertendo però che uno di questi casali, che già era detto "il Pra'" vi è un aggravio di dover pagare ducati 10, quali effettivamente ogn'anno pagansi.

In questa Parrocchia non vi sono altri Religiosi ne meno chierici.

Li Parrocchiani per quanto si vede e s'esperimenta vivono col Timor Santo di Dio.

Non vi sono beneffitj semplici, Abbatie, Priorati, Prepositure di sorte alcuna.

Li Altari non sono posseduti d'alcuno Particolare. Non vi sono monasterij di Monache, ne di Regolari. Non vi sono Maestri, ne Maestre che insegnino a Fanciulli.

Il Parrocho insegna ad alcuni.

Vi sono le seguenti comari cioè Allevatrici :

  1. Fiorenza Formentona

  2. Cattarina Morina

  3. Pasquina di Pasqual Piva

  4. Maria de Mori

  5. Maria Vettorella

  6. Francesca di Pietro Pellegrin

Non vi sono medici.

Vi sono Figliuoli e Figliuole da cresimare e li ho avvisati del sacramento della Cresima e che perciò si disponghino per riceverlo degnamente queli si sono confessati con l'occasione della S. Pasqua Ho fatto la nota delli detti cresimandi come delli padrini,ai quali ho significato gli Ordini di V. S. Ill.ma

La dottrina cristiana l'ho sempre mai insegnata esortando sovente li Padri e Madri ad esser diligenti a mandar li suoi figliuoli.

In detta Dottrina non vi sono abusi, né disordini se non che non vi è chi applichi ad insegnarla ancorché vi siino persone sufficienti.

Inconfessi non ve ne sono.

Pubblici Bestemmiatori, sospetti de eresia o che habbino libri proibiti, malefici, debitori di luochi pii, usurai non appaiono.

Vi è una Compagnia di 250 huomini e donne, uno de quali morendo, li altri sborsano soldi 5 per cadauno del qual denaro si fano celebrar tante messe per il Defunto e sopra tal altare vi è un Massaro che invigila a rescossione del danaro, facendo poi celebrare le messe, il che fin'hora s'ha osservato con gran charità e accuratezza come si può vedere dalli libri su quali si tiene registro di ciò.

Li ordini della Visita fatta da Mons. Ecc.mo e rev. Mons. Georgio Cornaro Vescovo l'anno 1657 giorno di venere 25 maggio Indizione Decima in parte si sono eseguiti e in parte no in riguardo che s'havea da fabricar la Chiesa a fondamenta, la quale con l'Agiuto del Signore Dio è ridotta in buono stato, se bene non ancora alla perfezione per mancanza di danaro e per essersi fatte altre spese per adempir in parte gli ordini episcopali quali sono i seguenti:

si ha fatta la provisione d'un ferro maggiore per farsi le particole più grandi;

s'ha fatta la provisione d'una piscide picciola per portar SS.mo Sacramento agli infermi, la quale ha la coppa in argento ed il piede in ottone

s'ha provisto d'un ostensorio tutto d'argento alla forma di sole

s'ha provisto d'una pianeta negra di ferandina con sua stola, manipolo e borsa

item d'una pianeta violacea di ferandina con sua stola, manipolo e borsa

item s'ha provisto d'una pianeta verde di ferandina con sua stola, manipolo e borsa guarnita di passamano d'oro finto.

 

 

...continua...

Flaviana Baccan


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