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STORIA DELLA PARROCCHIA DI STANGHELLA (PARTE XI)
Inviato da : Admin Martedý, 06 Settembre 2011 - 21:47

La visita pastorale del 10 giugno 1683, c'informa che don Vagente è morto nel 1673. Il suo successore Don Pietro Momola resta da noi dal 5 dicembre del 1673 all'ottobre dell'anno dopo...



La visita pastorale del 10 giugno 1683, c'informa che don Vagente è morto nel 1673. Il suo successore Don Pietro Momola resta da noi dal 5 dicembre del 1673 all'ottobre dell'anno dopo, quando conseguito il beneficio mansionario con obbligo di residenza, nella collegiata di Santa Tecla d'Este, deve necessariamente lasciare la parrocchia. Il 30 ottobre 1674 arriva il nuovo parrocco Don Giobatta Tintinago, che rimane fino al 9 dicembre 1693. Fu sepolto in chiesa e ai suoi funerali assistettero ben quindici sacerdoti.

Solo un piccolo appunto a quanto troviamo scritto. Dopo l'italiano abbastanza corretto e una certo stile signorile di Don Vagente, il nuovo parroco lascia un po' a desiderare. Ci sono alquanti buchi nella sua relazione, mancano notizie e date, ma nell'insieme possiamo capire la situazione che si è creata.

Nel 1683 abbiamo una nuova visita pastorale da parte del Vescovo Gregorio Barbarigo, e, come al solito, andiamo a curiosare nella relazione che ci ha lasciato il Parroco: esiste ancora lo juspatronato della Famiglia Pisani, i cinque altari, ancora in legno, "la chiesa non è statta consegrata perchè è pocco tempo che è statta fabrichata e ancora non è riddota a quella perfectione che mediante l'aggiuto di Dio si spera, e perciò non si fa il giorno ne meno l'officio della consegrazione. Li sopraddetti Altari non sono consegratti per quello che vedo da certa Relacione lassiatta in scrito dalla Beata Memoria del Q. M. R. P. Francesco Vagienti fu rettore di questa Chiesa, ma però ogni altare ha la sua pietra inserita consegratta. Per quanto riguarda la fraglia del Santissimo Sacramento notizia curiosa è che i suoi iscritti paghano 12 soldi per ogn'uno l'ano e dopo la sua morte dalli Massari si vengono fatte celebrare messe tre, quando però non sono ancora per effettivi e debitori, ma pochi sono celebrate Le Messe perchè pochi sodisfano.

E' solito ogni casetta paghi al suddetto altare ogni anno dalla Santa Pasqua soldi cinque per comprare il Cero e ceri per la sua solinità ma pochi paghano, onde serrebbe necessario che l' E. V. vi ponesse Rimedio. Ogni terza domenica del mese si fa la processione per il Santissimo Sacramento quando però non piove, overo che la strada non sia tanto fangosa.

Le elemosine che sono statte fatte si sono spese conforme come scritto di seguito: visto il bisogno della Chiesa et in particolare in paghare le campane, in sodisfare il Sig. Gio:Pietro Zangerolamo di grossa somma di denaro che era dovuta per il legname e fabricare la Chiesa come dalle Polizze, et in sodisfare il Sig. Bortolamio Fioresse era creditore per tanto legname similmente datto per la Chiesa, si è spesso in fare li mureti al segrato, fare li banchi di Chiesa, serar il coro, et serar il Batisterio et altre opere tutte fatte sotto il governo di me retore.

Al presente non vi sono denari in Chiesa quando ve ne sono sono custoditi nelle casele poste in Chiesa con due chiavi, una conservatta dalli massari, et una da me parrocho"-

Le altre notizie non si discostano dalle precedenti visite. Per quanto riguarda le due reliquie di San Vitale e San Clemente sono ancora sospese e sono state trasferite nella casa parrocchiale. La sacrestia finalmente risulta fornita delle suppellettili necessarie.

"In questa cura vi son io, P. Gio:Batta Tintinago oriundo di Villa di Villa ove servei per anni 10 con il titolo di cappellano curato e poi fui provato per elecione dell'ill.mo Sig. Proc. Alvise Pisani et approvato e confirmato da Eminenza Vostra come appare dalla bolla. Il beneficio consiste in primiere di formento le quali ascendono alla somma di stare veneziane vinti otto incirca, vino mastelle dodici e mezza, legnari 12 e mezzo, ducati 10 che dalla chiesa, due casalli di campi tre incirca piantadi e videgadi. In questa parrocchia vi è il Rev. P. Bernardino Bulgharello della diocesi di Carpi .... perchè celebri la Santa Messa ogni festa di precceto. Ogni domenica e altre feste di preceto viene a sonar l'organo di questa Chiesa il R. D. Angello Beda soleva servire da cappellano e celebra anco la Santa Messa. Il suddetto P. Bernardino insegna ad alcuni figlioli non vi sono maestre che insegnino a figlioli.

Li figlioli che sono da cresimare li ho avvisati del sacramento della Cresima , che hanno da riccevere e si sono tutti confessati et ho fatto la Nota delli detti Cresemandi, come da vostri ordini, e ho pubblicato le disposizioni dell'Eminenza Vostra. "



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