Fossalovara

Il Campanile e le Campane

Articoli / Articoli pubblicati dopo l'8 maggio 2007
Inviato da Admin 10 Ago 2010 - 09:08

Il nostro Campanile.
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Prima degli ultimi lavori, quando suonavano le campane, la cuspide sembrava quasi ruotare su se stessa causa la forte vibrazione prodotta dalle campane ed il vuoto interno. Ed ecco come si presenta la cuspide vista dalla cella campanaria.

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Naturalmente dopo il restauro, l'interno del campanile non è più "leggibile" si possono vedere dei resti del precedente assetto e la porta che conduceva al tetto della chiesa. C'era una passerella che portava alla porta che si vede sulla sinistra, chiusa da un chiavistello.

 

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Da lì si accede alla cupola ed ai sottotetti. Per finire, un'ultima considerazione: vista la ripida scala a pioli, lo spazio angusto degli ambienti,

 

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dove potevano trovare degna collocazione i mai scordati e perduti scheletri di Selva?

Detto questo, torniamo alla nostra storia.

Sono trascorsi undici anni dall'arrivo di don Francesco Vagente a Stanghella . I primi sette sono stati dedicati alla raccolta di fondi per ricostruire la chiesa. Viene da chiedersi come mai una chiesa fortemente voluta dai patroni, dopo sessant'anni sia definita cadente e insicura. Abbiamo seguito le ultime vicende e possiamo intuire che almeno negli ultimi cinque anni la chiesa sia stata alquanto trascurata. Torniamo indietro nel tempo. Com'era la chiesa dei Pisani? Per dimostrare la loro buona volontà hanno fatto erigere un edificio con materiale di scarso valore, forse, come ipotizza qualche altro ricercatore, di legno o mattoni cotti al sole, come i casoni. Unica certezza il campanile, più basso dell'attuale. Abbiamo già detto che pendeva da ovest ad est, forse per cedimenti strutturali o per la particolare conformazione del terreno. Il rettore Vagente, dopo aver ricostruito la chiesa, pensò bene di alzare anche la torre campanaria e tentare una correzione della pendenza. L'innalzamento era dovuto al fatto che, rimanendo più basso della chiesa o comunque alla stessa altezza, il suono delle campane non si sarebbe espanso; mentre la correzione si rendeva necessaria per evitare un eventuale crollo. Il campanile nostro, come ognun sa, pende nella direzione, di ovest-est: il terreno alluvionale e forse la difettosa fondazione ne furono la causa. La pendenza certo è di vecchia data e certo anteriore alla sopraelevazione del campanile stesso, giacché la costruzione dalla cella campanaria in su sembra correggere la linea obliqua.

Sempre al rettore Vagente si deve la costruzione della cuspide e, forse, l'abbellimento con le quattro testine. C'è chi vuol vedere in esse i quattro venti, qualcuno ha ipotizzato che siano di epoca romana, altri quattro angeli o gli evangelisti. Di sicuro pochi, per non dire nessuno, li ha viste così da vicino come chi le ha fotografate durante gli ultimi lavori di restauro. Si può notare che due testine, quelle rivolte a N-E e a N-O sono le più esposte ai venti di tramontana e quindi più rovinate.

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Leggiamo dalle noterelle storiche dell'ing. Domenico Centanini:

" Chi osserva internamente il nostro campanile facilmente s'accorge che fu elevato all'attuale altezza in due riprese. Dall'esame intatti si scorge che in un primo tempo la cella campanaria era più in basso, e precisamente dove oggi trovasi il quadrante dell'orologio. Appariscono ivi murate le quattro bifore che esistevano ai quattro lati della cella : di sotto rimangono le tracce del voltino in cotto che sosteneva la cella stessa. Apparisce inoltre la manifesta differenza di materiale usato nella prima e nella seconda costruzione. In un secondo tempo, abbattuto quel voltino e murate, come dissi, le quattro bifore della cella campanaria, fu portata qualche metro più in alto ed il campanile fu completato con la guglia conica in cotto. Per tal guisa il nostro campanile può concepirsi distinto in due parti: la parte vecchia e la parte più recente. Quando fu costruita la prima parte ? Quando la seconda o l'aggiunta ? Non è ammissibile che i Pisani, costruendo la prima chiesa parrocchiale, abbiano trascurato di costruire il campanile. L'erezione del primo campanile (chiamiamo così la prima parte o la vecchia) fu certo contemporanea all'erezione della prima chiesetta parrocchiale, e la conferma di ciò la si può avere in una cosa che non può sfuggire a chi esamina internamente ed esternamente il campanile dal lato della chiesa. Pochi metri sotto alla porticina che oggi esiste e da cui parte il ponticello che dà accesso dal campanile al tetto della chiesa, si vede una porticina murata. Da quel foro anticamente si accedeva al coperto della prima chiesa parrocchiale dei Pisani, chiesa, come sappiamo, assai modesta, e la cui altezza si può anche oggi calcolare dall'altezza stessa del suddetto foro murato dal piano-terra, e cioè di circa m. 7.50. Ma quando il Parroco Vagente eresse sul luogo della vecchia la nuova Chiesa (1664-1668) più ampia e più alta, si rese necessaria la sopra elevazione del campanile, affinché la nuova chiesa non sorpassasse in altezza la cella campanaria ed impedisse le onde sonore. Il campanile, che allora, a quanto sembra, era a modo di torre, come quello di Vescovana, fu manomesso. Fu murata la vecchia cella campanaria, fu abbattuto il voltino sottostante, fu prolungata la canna e la nuova cella campanaria fu elevata sopra la vecchia. Che tale lavoro sia stato compiuto a quell'epoca, o poco dopo, sembra di potere desumerlo da quanto leggesi nella Visita Pastorale del B. Gregorio Barbarigo nel 10 giugno 1683: " Visitammo il campanile alto e stretto, nel quale vi sono due campane ed una campanella benedette ». Evidentemente il Beato volle visitare il nuovo campanile, coronamento della grande opera compiuta dal laborioso Parroco Vagente.

Le campane nel nostro campanile anticamente erano tre, cioè due campane ed una campanella di richiamo.

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Quelle tre campane però non erano quelle che da principio furono collocate dai Pisani, perché trovo che furono pagate dal Parroco Vagente e quindi certo provviste da lui. Suonarono sul nostro campanile per ben 160 anni e cioè fino al 1827, nel qual anno trovasi una spesa per le campane condotte e ricondotte da Padova dalla Ditta Canziani. Certo deve essersi trattato d'una rifusione delle vecchie o di acquisto di nuove in sostituzione delle vecchie, perché si parla pure di spese contratte per la benedizione. Dal complesso poi della registrazione si rileva che quelle campane furono inaugurate in occasione della Sagra di Luglio 1827. Non è detto però quante campane fossero, se tre come prima, o di più: sembra tuttavia , almeno così mi assicura qualche vecchio del paese, che fossero solo tre. Ma data la loro mole e la pendenza del campanile, pochi anni dopo furono sostituite dalle cinque che ora abbiamo e che furono collocale su castello di ferro orientato in senso opposto alla pendenza del campanile.

Ecco come il Parroco Don Marco Menin ne narra le origini ;

« Le campane che esistono in sulla torre di questa Parrocchiale furono fu­se in Verona l'11 ottobre 1844 dai F.lli Francesco e Luigi Cavadini fu Pietro e da quella fonderia furono trasmesse in Parrocchia a cura di questa Fabbriceria il 1o novembre 1844 nel momento che in chiesa il Parroco celebrante intuo­nava il Gloria nella Messa cantata di Ognissanti.

Furono ad istanza del Parroco D. Menin consacrate in questa chiesa il 25 novembre 1844 festa del Titolare, S. Caterina V. M dall'Ill. mo e Rev.mo Mons. Vescovo in partibus di Famagosta Federico Manfredini per concessione dell'Ill.mo e Rev.mo Mons. Modesto Farina Vescovo di Padova.

Assistettero alla funzione il Rev. Arcip. Vic., For. di Monselice D. Andrea Maggia, il Rev. Vic. For. di Boara Padovana D. Giuseppe Scarso; il Rev. Arcip. di Solesino D. Marco Brocadello lo; il R. Parroco di Vescovana D. Francesco Fonti; il Rev. Parroco di Granze D. Domenico Argenti; D. Francesco Maggia di Monselice; D. Sante Masiero di Monselice; l'amministratore Ecclesiastico D. Girolamo Toselli di Monselice; D. Francesco Giraldini Cappellano dell'Olmo di Tribano; il Parroco di Stanghella D. Marco Menin coi suoi cooperatori D. Domenico Mori e D. Antonio Fontana.

Erano Fabbriceri: Giuseppe Cipriani. Bellino Lusiani, Vincenzo Raimondi.

Tonalità e Nomi delle Campane

1) Maggiore - Fa: Caterina, Maria, Federica.

2) Maggiore - Sol: Maria Maddalena

3) Maggiore. - La: Vincensa, Francesca.

4) Maggiore - Sibem : Gregoria, Eurosia.

5) Maggiore - Do: Antonia, Luigia.

La quarta deve essere suonata nei temporali.

Suonarono la prima volta il 24 dicembre 1844, vigilia del S. Natale, all' Ave Maria ».

La tonalità soprascritta delle campane è in base al corista vecchio, di modo che confrontate col corista nuovo le tonalità si avvicinano al mi maggiore. "



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