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Inviato da Admin 04 Nov 2010 - 22:32

E' impressionante vedere le immagini che arrivano da Saletto e dintorni. Certo che la natura si sta ribellando a secoli di violenze umane e si sta riprendendo quel che è suo...

E' impressionante vedere le immagini che arrivano da Saletto e dintorni. Certo che la natura si sta ribellando a secoli di violenze umane e si sta riprendendo quel che è suo. Guardando le ultime immagini del Mattino su Facebook , è stato istantaneo ripensare all'opera di bonifica dei Veneziani nel nostro territorio. Già 500 anni fa, la Serenissima aveva individuato come problema principe la zona di Vighizzolo ed è da lì che è partita la grande opera di canalizzazione delle acque. Uno dei problemi era la canalizzazione della Fratta che non a torto veniva detta Rabiosa. In un primo momento era stata indirizzata nel lago di Vighizzolo. Volete vedere quanto era esteso? Questo è un disegno tratto dalla meravigliosa carta nel Museo di Stanghella. Il disegno in bianco e nero invece rappresenta il territorio che si voleva bonificare e preservare dalle piene della Fratta.
Problema dunque che si ripresenta in tutta la sua gravità e complessità che si può riassumere in una grave mancanza da parte dell'uomo moderno. I veneziani avevano il Magistrato ali Beni Inculti responsabile del mantenimento di tutti i corsi d'acqua del territorio: dalle scoline ai corsi più grossi. Frassine, Santa Caterina, Guà, Fossa Lovara tanti nomi un unico fiume che ha sempre dato grattacapi: l'Agno. La Fratta ovver Rabiosa fa parte dell'altra metà del più importante sistema idrico della zona in stretto collegamento e prosecuzione. Se qualcuno passando per le Tre Canne si chiede come mai ci siano argini tanto alti per un fiumicciatolo tanto stretto, adesso ne capirà pienamente la ragione. Fratta e Agno sono due fiumi a carattere torrentizio, soggetti a piene terribili e devastanti come la storia insegna. Meno male che la moderna tecnologia ci viene in aiuto, ma sembra però che si stia cercando di chiudere la stalla dopo che i buoi sono scappati. I nostri governanti non dovrebbero concedere facilmente il permesso di costruire in zone che da sempre sono a rischio e curare di più la pulizia dei vari scoli e canaletti della zona. Poi si sa, l'imprevedibile può sempre arrivare, ma almeno si è cercato di tamponare e fare il possibile. La natura violentata si riprende ciò che è suo, dovremo pensarci qualche volta.

 

 

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